Fatti

Il recall per l'assessora Paola Muraro

alessandrodamato|

paola muraro recall-3

Massimiliano Morosini, eletto con il MoVimento 5 Stelle all’VIII Municipio, chiede la procedura del recall per l’assessora Paola Muraro. Lo fa pubblicando

Il punto 9 del codice di comportamento per gli eletti e i nominati a Roma

Il recall per l’assessora Paola Muraro

È importante sottolineare che non risulta che la Muraro abbia firmato quel codice, ma il problema non sembra dirimente visto che l’istituto della democrazia diretta prevederebbe in ogni caso la sfiducia (“il sindaco, ciascun assessore e ciascun consigliere…”) che a questo punto porrebbe alla sindaca un problema politico. D’altro canto la stessa sindaca aveva confermato la validità dell’istituto del recall in una serie di interviste durante la campagna elettorale, spiegando che se gli iscritti a 5 Stelle le avessero chiesto di dimettersi lo avrebbe fatto (dopo aver detto a L’Espresso che lo avrebbe fatto anche se glielo avesse chiesto Grillo). L’iniziativa però non pare avere per ora un grande successo, viste le reazioni degli invitati alla pagina:
recall paola muraro 1
recall paola muraro 2
Dell’opzione recall per Paola Muraro si parla dalla fine di agosto:

Gli attivisti, infatti, stanno già pensando — se le cose andranno avanti in questo modo — di chiamare Virginia Raggi al recall, il meccanismo all’americana di verifica sul suo operato. Procedura prevista nel famoso «contratto», cioè il «Codice di comportamento» firmato dalla sindaca al momento della sua candidatura, da applicare in caso di gravi inadempienze agli impegni assunti. Oppure se, come si legge nell’articolo 9 (Sanzioni), «il sindaco venga iscritto in seguito a fatti penalmente rilevanti nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti M5S decida per le dimissioni». Ma sono solo ipotesi. Almeno per ora.

Anche perché, raccontava all’epoca il Corriere, i consiglieri comunali pentastellati stavano pensando di scrivere una lettera aperta alla sindaca per chiedere decisioni maggiormente condivise con il gruppo: «Se le scelte fatte finora fossero in linea con i principi di M5S non ci sarebbe nulla da dire, ma non è così. Noi non vogliamo fare i passacarte o gli schiacciabottoni», facevano sapere. Morosini precisa che si tratta di una sua iniziativa effettuata a titolo personale. Se la richiesta dovesse raggiungere il numero necessario di firme – cinquecento – sarà interessante vedere il codice di comportamento sottoscritto dalla Raggi alla prova della realtà.