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Razionamenti nei supermercati? Draghi spiega quello che sta succedendo davvero

@neXt quotidiano|

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“Dobbiamo prepararci ma non siamo in una economia di guerra, gli allarmi lanciati su alcuni giornali sono largamente esagerati, non ci sono razionamenti”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi prova a spegnere la montante questione dei razionamenti nei supermercati italiani, che sta inducendo sempre più acquirenti a fare scorte per paura che la guerra porti indirettamente a un rallentamento o alla totale interruzione dei rifornimenti. Negli ultimi giorni diverse immagini erano circolate che mostravano come alcune catene avessero iniziato a razionare determinati prodotti fissando un tetto massimo di acquisto per scontrino.

Razionamenti nei supermercati? Draghi spiega quello che sta succedendo davvero

L’olio di semi di girasole è finito, insieme alla farina e allo zucchero, anche nella lista dei prodotti che Unicoop Firenze ha deciso di razionare: “Massimo quattro pezzi per cliente – recita un comunicato diffuso dalla catena – su alcuni beni particolarmente sensibili che arrivano dalle zone interessate dal conflitto. La situazione al momento è tale da poter spingere ad alcuni accaparramenti, nonostante non si prefiguri a breve termine nessun rischio concreto di mancanza di prodotti nei supermercati”.

Per fare un esempio, la psicosi generata dalla notizia dell’imminente sciopero degli autotrasportatori – che avrà inizio lunedì 14 marzo e si pone in contrasto all’aumento vertiginoso del costo del carburante – ha generato in Sardegna una corsa folle agli approvvigionamenti: sono state segnalate code lunghissime in diversi supermercati, con persone che uscivano spingendo carrelli traboccanti. Tutto è partito da un audio Whatsapp di un sedicente trasportatore che diceva: “Signori buongiorno, sappiate che da lunedì i camionisti incroceranno le braccia per quindici giorni, quindi organizzatevi perché presto non arriverà più merce da nessuna parte. Fatevi subito la spesa, non è uno scherzo, ma una cosa serissima”. Tra le fonti ufficiali, Coldiretti ha partecipato al tavolo organizzato al Ministero delle Politiche Agricole dal Sottosegretario Gian Marco Centinaio, affermando che “gli agricoltori sono pronti a coltivare da quest’anno 75 milioni di quintali in più di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, per rispondere alle difficoltà di approvvigionamento dall’estero determinate dalla guerra”.