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La storia dell'assoluzione dei due uomini accusati di violenza sessuale di gruppo su una 18enne ubriaca a Ravenna

neXt quotidiano|

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“Il fatto non restituisce reato”. Con questa motivazione finale, il Tribunale di Ravenna ha assolto dall’accusa di violenza sessuale di gruppo due uomini. L’episodio contestato risale alla notte tra il 5 e il 6 ottobre del 2017, quando una ragazza – all’epoca dei fatti appena maggiorenne – aveva denunciato uno stupro da parte dei due (oggi 30enni) che l’avrebbero portata in una casa (secondo l’accusa) mentre lei era in stato confusionale a causa dell’alcol e avrebbero abusato sessualmente di lei. E uno dei due aveva anche filmato il tutto.

Ravenna, assolti i due uomini accusati dello stupro di una 18enne

La giovane aveva denunciato il tutto cinque giorni dopo l’accaduto e dopo aver raccontato quel che gli era successo in quella notte di inizio ottobre del 2017 al fidanzato. La ragazza, appena 18enne, aveva detto di aver trascorso la serata in un bar del centro di Ravenna. Una serata a base di alcol che l’avrebbe resa facile preda dei due uomini che prima l’avrebbero portata a spalla in quell’appartamento nel quale si sarebbe consumata la violenza sessuale e poi l’avrebbero stuprata e ripresa con uno smartphone. E quel video è finito anche nelle carte dell’inchiesta che, nelle fasi iniziali, aveva portato anche all’arresto dei due uomini.

Ora, oltre quattro anni dopo, la decisione dei giudici del Tribunale di Ravenna: il fatto non costituisce reato perché la giovane era consenziente. Respinta, dunque, la richiesta del pm che aveva chiesto nove anni di carcere per gli imputati. Perché, secondo le ricostruzioni fatte dall’accusa, uno dei due l’avrebbe costretta a un rapporto sessuale su un divano di quell’abitazione nel centro della cittadina romagnola, mentre l’altro avrebbe ripreso il tutto con il proprio telefono. E i giudici hanno valutato proprio quelle immagini in cui, secondo i legali della difesa, la 18enne non era inerme e non avrebbe dato segni di opposizione durante quel rapporto sessuale. Adesso, dopo la sentenza, il pm potrebbe fare ricorso in appello.