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Raitre vieta tacchi alti e abiti sexy

tacchi a spillo raitre

Marco Castoro sul Messaggero di oggi racconta di una disposizione data da Daria Bignardi, renziana direttrice di RaiTre, riguardo scarpe e vestiti di chi va in video. Niente più abiti fascianti, niente tubini, rigorosamente banditi quelli di colore nero. Sono troppo sexy per la tv di Stato. Per quanto riguarda gli uomini c’è poco da obiettare, completo classico (gessato e non) con camicia e cravatta di buon gusto.

La direttrice di Raitre martedì scorso ha convocato costumiste e truccatrici. Perché è soprattutto alle donne della Terza rete che è rivolto il nuovo codice sul modo corretto di vestirsi e truccarsi. Niente più abiti fascianti, niente tubini, rigorosamente banditi quelli di colore nero. Sono troppo sexy per la tv di Stato. Per quanto riguarda gli uomini c’è poco da obiettare, completo classico (gessato e non) con camicia e cravatta di buon gusto. Ma le donne devono prestare più attenzione. Anche ai dettagli. Sugli orecchini la Bignardi è stata lapidaria: al bando quelli vistosi. Bandito anche il tacco 12.
E pure sul trucco non si può uscire dal seminato. L’ordine della Bignardi è perentorio: «Trucco leggero». Nessuna licenza, neanche se la richiede la conduttrice.Il dresscodeè severo: camicetta sobria (consigliati i«colori tenui»), scollature minime (al massimo si può far prendere aria al collo), gonna o pantalone e tacco rigorosamente basso. Un look alla Bignardi, ecco. Con un problema: se si vestono tutte uguali, o quasi, RaiTre non rischierà di somigliare alle tivvù nordcoreane?

daria bignardi
Una notizia positiva però c’è. Dalla prossima stagione è prevista la pubblicazione degli stipendi oltre i 200000 euro:

Di trasparente in questa Rai non ci saranno dunque più i vestiti delle conduttrici (anche al Tg2 in passato si è un po’ esagerato con scollature e look audaci che hanno fatto il giro del web), bensì soltanto gli stipendi. Il Cda di Viale Mazzini ha approvato infatti il piano per la trasparenza che prevede la pubblicazione, entro 60 giorni, dei dati e delle informazioni concernenti il funzionamento dell’azienda. Gli atti pubblicati riguarderanno le attività del consiglieri di amministrazione, curricula, compensi e dichiarazioni dei componenti del Cda e del Collegio sindacale, gli investimenti destinati ai prodotti audiovisivi, le coproduzioniinternazionali.Perilpersonaleèprevistalapubblicazionedei criteri per il reclutamento, i compensi dei dipendenti con ricavo annuo pari o superiore ai 200milaeuro. Anche per quanto riguarda gli incarichi di consulenza e di collaborazione esterni all’azienda, verranno resi noti il tipo di incarico e i compensi di importi dagli 80mila euro in su. Più trasparenza pure per l’assegnazione dei contratti e per le procedure attuate.