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Il ragazzo positivo che rifiuta il ricovero e fugge dal pronto soccorso con il catetere ancora attaccato

Un giovane non vaccinato e positivo al Covid è fuggito con l’aiuto dei suoi familiari dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Cervello di Palermo: aveva ancora il catetere e l’ago della flebo attaccati

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Aumentano con l’aumentare dei contagi i casi di intimidazione e mancanza di rispetto verso i medici e gli infermieri impegnati nella lotta al Coronavirus. L’ultimo in ordine di tempo è successo in Sicilia: un giovane positivo e non vaccinato rifiutava il ricovero nel reparto Covid, così è fuggito dal pronto soccorso mentre aveva ancora catetere e flebo attaccate. Il tutto è avvenuto ieri sera all’Ospedale Civico Cervello di Palermo: un giovane, positivo al tampone, è scappato con l’aiuto dei suoi familiari che lo avevano accompagnato al nosocomio ed erano concordi con il rifiuto del ricovero suggeritogli dai medici. Gli agenti di polizia sono dovuti intervenire per riportare la calma e cercare di rintracciare il paziente: adesso anche i familiari rischiano di finire in quarantena visto che sono venuti a contatto con lui. Secondo quanto ricostruito dai sanitari, braccati dai parenti nell’area di emergenza durante la fuga del giovane, nessuno di loro era vaccinato.

Il ragazzo positivo che rifiuta il ricovero al Cervello di Palermo e fugge dal pronto soccorso con il catetere ancora attaccato

Secondo quanto riportato dal quotidiano locale BlogSicilia, pare che poco dopo parenti e paziente si siano presentati al pronto soccorso di un altro ospedale di Palermo, il Buccheri La Ferla, e anche lì ci sarebbero stati dei diverbi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Lo scorso agosto, sempre al Cervello di Palermo, una donna positiva, che aveva esplicitamente dichiarato ai medici di essere no vax, riuscì a scappare grazie all’aiuto del marito: era ricoverata nel reparto di ostetricia Covid dopo un parto cesareo, fuggì dopo avere partorito lasciando il neonato in ospedale. Il marito era riuscito ad entrare fino alla stanza della moglie, eludendo la sorveglianza dei vigilanti. Pochi giorni dopo nello stesso ospedale si consumò una vera e propria tragedia: nelle prime ore del mattino un paziente affetto da Covid 19 ricoverato in terapia intensiva si tolse la vita gettandosi nel vuoto da una finestra al terzo piano.