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Radio Maria è Radio Ipocrisia

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Radio Maria annuncia oggi sul suo sito di aver sospeso la trasmissione di Padre Giovanni Cavalcoli per le infami parole sul terremoto come castigo divino. La decisione è ipocrita. La radio si è infatti mossa soltanto dopo il richiamo del Vaticano, mentre prima non ha fatto nulla se non correggere i media che avevano tirato in ballo il suo direttore Don Livio Fanzaga.
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Radio Maria è Radio Ipocrisia

Oggi infatti, a distanza di appena cinque giorni dai fatti, Radio Maria si accorge di ritenere «inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l’annuncio della misericordia che è l’essenza del cristianesimo e dell’azione pastorale di Papa Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa». Perché se ne è accorta cinque giorni dopo? Perché ieri si è lamentato il padrone: ieri infatti monsignor Angelo Becciu, sostituto alla segreteria di Stato, ha detto che quelle sul terremoto come castigo divino “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede”. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo”. “I terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa”. Monsignor Becciu è uno dei prelati più vicini a Papa Francesco: per questo, e soltanto per questo, Radio Maria oggi interviene per sospendere la trasmissione di Cavalcoli.

Ma cosa aveva fatto Radio Maria l’altro ieri? Aveva pubblicato una nota su Facebook nella quale affermava che a pronunciare le frasi qui riportate sia stato Padre Livio Fanzaga, ma curiosamente non faceva nemmeno il nome del “conduttore esterno” che parla “a titolo personale” sulla radio cattolica (evidentemente all’insaputa di Gesù).
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Da parte dell’emittente di Don Livio Fanzaga era arrivata soltanto la precisazione su chi fosse stato a dire quelle parole orribili: Don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, non si è accorto nemmeno tre giorni dopo che erano state pronunciate che quelle parole erano “inaccettabili e non in linea con l’annuncio della misericordia” (aveva soltanto scritto che non rispecchiavano il pensiero di Radio Maria). Se ne è accorto soltanto quando è arrivato un segnale forte dal Vaticano. E se quel segnale non fosse arrivato non se ne sarebbe “accorto” mai.

I precedenti di Radio Maria

Questo perché le parole “al di fuori della misericordia” di Cavalcoli sono molto simili a quelle pronunciate da Don Livio Fanzaga nei confronti di Monica Cirinnà all’epoca dell’approvazione della legge sulle Unioni Civili: Nel febbraio scorso Don Livio Fanzaga su Radio Maria augurò la morte a Monica Cirinnà, relatrice del testo della legge sulle Unioni Civili: «…(la Cirinnà)…che adesso brinda a Prosecco, eh eh, alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più tardi possibile, ma arriverà anche quello».

Padre Livio Fanzaga di Radio Maria invoca il… di next-quotidiano
Non solo: quando le Iene mostrarono qualche tempo fa un video in cui si dimostravano una serie di violenze nei loro confronti, l’emittente che continua a portare il nome del Vaticano ne pubblicò un altro dal quale si evinceva… che le cose erano andate proprio come avevano raccontato le Iene. Senza alcuna vergogna e con sprezzo della realtà, Radio Maria continua da anni a finire sui giornali per storie di questo genere: sentite cosa diceva Don Livio Fanzaga nel 2009 in occasione del terremoto in Abruzzo:

E sentite cosa diceva riguardo lo tsunami del dicembre 2004:

Il Vaticano, invece di dissociarsi, dovrebbe capire che è il momento di dire basta. Perché Padre Cavalcoli non ha fatto niente altro che seguire la linea editoriale dell’emittente. E il pesce di solito puzza dalla testa.