Opinioni

Quella statua non è sessista perché mostra un cu** ma perché il cu** è l’unica idea di donna che rappresenta

Avrei voluto evitare di parlare della spigolatrice di Sapri. Poi mi sono imbattuto, mio malgrado, in centinaia, migliaia di commenti secondo cui, se non vi piace quella statua, allora “siete come i talebani”, “odiate la bellezza”, “vi fa paura un cu**” o, ancora, “applaudite Victoria dei Maneskin o Chiara Ferragni se si denudano, ma se vedete un sedere su un’opera d’arte allora l’artista è un porco schifoso.” Giuro, ho letto anche questo.

E sto sperando ardentemente che siate in malafede, ma tanto. Perché non posso credere che qualcuno davvero non riesca a capire la differenza enorme tra libertà sessuale e sessualizzazione della donna. La differenza tra la scelta delle donne e la scelta dell’artista (stranamente uomo). Che non capiate la differenza tra una donna che, liberamente, sceglie di mostrarsi nuda o svestita senza dover chiedere il permesso a nessun uomo o marito o dover rendere conto a bigotti e bacchettoni e una statua che dovrebbe rappresentare una contadina dell’800 e ideali risorgimentali, e non certo gli stereotipi estetici di un maschio contemporaneo o un catalogo di Victoria’s Secret.

Nessuno si scandalizza per un cu** .Ma è scandaloso che l’unico elemento caratteristico per rappresentare una donna lavoratrice siano due chiappe all’aria racchiuse in un tanga (quale contadina nell’800 non si spaccava la schiena sui campi di grano in tanga?). Esattamente come grideremmo allo scandalo di fronte a una statua che raffigurasse un Premio Nobel per la Fisica con il seno di fuori, una scienziata in completo intimo o un politico del passato con le pudenda di fuori. Non perché sia imbarazzante un seno, vergognoso un intimo o censurabili le pudenda, ma semplicemente perché è l’ultimo modo in cui, per fortuna, decidiamo di rappresentare l’intelligenza, l’ingegno o la cultura.

Per dirla in modo chiaro, quella statua non è sessista perché mostra un cu** di donna ma perché il cu** è l’unica idea possibile di donna che rappresenta.
L’unica differenza tra voi e i talebani è che loro lo coprono, voi lo ostentate. Ma, per entrambi, non esiste altro.
Questo, in una parola, è il maschilismo.