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Quel "Putin macellaio" di Biden che ha trovato solo critiche universali | VIDEO

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Biden

Lo ha definito prima un macellaio, poi ha detto che “quest’uomo non può rimanere al potere”. A parlare è stato Joe Biden, Presidente degli Stati Uniti, riferendosi al Presidente russo Vladimir Putin. Parole ritenute da buona parte dei rappresentanti politici e delle istituzioni a livello mondiale, inopportune e inevitabili. Soprattutto per il contesto che fa da sfondo a questa situazione di conflitto che ha ripercussioni a livello globale.

Biden definisce Putin un “macellaio”, parole che non sono piaciute

A margine della sua visita in un centro profughi in Polonia, il numero uno della Casa Bianca ha parlato così di Vladimir Putin: “Un dittatore curvo a ricostruire un impero non riuscirà mai a cancellare l’amore per la libertà di un popolo. La brutalità non potrà mai triturare la volontà di essere liberi. L’Ucraina non sarà mai un trofeo per la Russia, perché le persone libere rifiutano di vivere nel buio, in un mondo senza speranza”. Un discorso che, come sottolineato dallo staff di Joe Biden, era stato preparato. Poi, però, quelle parole fuori dal protocollo rispondendo alle domande dei cronisti. Prima definisce il capo del Cremlino un “macellaio”, poi sentenzia: “Per l’amor del Cielo, questo uomo non può restare al potere”.

La Russia ha immediatamente accusato gli Stati Uniti di voler deporre Putin e a tentare di mettere un freno alle polemiche è stato il Segretario di Stato, Antony Blinken: “Non abbiamo un piano per il cambiamento del regime a Mosca. Il senso delle parole del presidente Biden è che Putin non può scatenare la guerra o aggredire l’Ucraina o qualcun altro”. Una toppa che, però, non ha fermato e non sta fermando le polemiche. Il primo a parlare è stato il Presidente francese Emmanuel Macron che ha stigmatizzato quelle parole: “Non avrei usato la parola macellaio. Dovremmo evitare l’escalation nelle parole e nelle azioni”.

Dall’Eliseo, dunque, arriva l’invito a utilizzare toni più pacati nel parlare di Putin. Il tutto per evitare reazioni ancor più scomposte. E anche dall’Italia è arrivata una “condanna” a quelle frasi di Biden. Matteo Renzi, per esempio, si è limitato a dirsi molto d’accordo con Macron. Mentre Calenda definisce quelle parole “pericolose e irresponsabili”.

E anche il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha voluto aprire un fronte di dibattito sulle parole utilizzate dal numero uno della Casa Bianca.

Non solo, dunque, sul “Putin macellaio”, ma anche su quel discorso su “quell’uomo lì che non può restare al potere”. Dialettiche di guerra, in un periodo di guerra. Che rischiano di provocare una guerra ancor peggiore.