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10 milioni di persone chiuse in casa? Cosa c'è da sapere sulla proposta di Bassetti di abolire la quarantena per chi è stato in contatto con un positivo

@neXt quotidiano|

Matteo Bassetti

Le regole cambiano, inseguendo il virus. La situazione italiana, che ora si trova davanti all’imponente crescita dei contagi a causa della variante omicron che nel giro di poche settimane sta soppiantando la “delta”, potrebbe portare il governo a una modifica delle regole in corsa. In particolare, dopo l’allarme lanciato da alcuni esperti – Matteo Bassetti in primis -, potrebbero esserci delle correzioni per quel che riguarda la quarantena. Ovviamente non per le persone positive, ma per coloro i quali sono entrati in contatto (soprattutto se indiretto) con una persona che ha contratto il virus Sars-CoV-2.

Quarantena, il governo potrebbe cambiare le regole sui contatti con positivi

Come riportato dal quotidiano La Stampa, la situazione in continua evoluzione è al vaglio del governo che nelle prossime due settimane – quando il monitoraggio degli effetti della variante omicron sulla curva dei contagi (ma, soprattutto, sui suoi effetti sui ricoveri in terapie intensiva e sui decessi) presenterà dei dati molto più consolidati rispetto a ora – valuterà eventuali modifiche. Non tanto per le restrizioni (anche se il caso Germania, con il lockdown per i non vaccinati, sembra aver portato i suoi effetti, ma con l’incognita della nuova variante), ma per quella prudenza in caso di contatti con persone risultate positive:

Non si esclude una revisione dell’obbligo di quarantena, se il virus continuerà la sua corsa senza, però, mettere alla prova il sistema ospedaliero. L’alternativa è un Paese con milioni di lavoratori a casa.

Milioni che, secondo Matteo Bassetti, sarebbero circa 10 milioni. Perché oggi siamo a oltre 50mila nuovi contagiati al giorno e questo numero, per quel che concerne la quarantena domiciliare per i contatti, non può che crescere esponenzialmente. E il rischio è che questa cifra di “positivi” possa crescere fino a toccare le 100mila unità al giorno in più. Portando quel dato elevato all’ennesima potenza. E così il direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova ha scritto su Facebook:

“Con oltre 50 mila casi al giorno, destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo. Potremmo trovarci con milioni di persone isolate e in quarantena: chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi lavorerà in ospedale? Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante ed entriamo nella fase endemica, con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse”.

Il caso Sudafrica

Come spiega il quotidiano La Repubblica, la proposta di Bassetti, dunque, è molto simile alla strategia già adottata in Sudafrica dove – nonostante la variante omicron sia pervasiva nel tessuto sociale della cittadinanza – si è deciso di abolire le restrizioni per tutti quelle persone che sono entrate in contatto con altri positivi. Il motivo? Secondo il medico genovese, la maggior parte dei vaccinati con due o tre dosi – che lo hanno contattato – presentano sintomi molto simili a quelli del raffreddore. Insomma, si tratta del primo “sintomo” di una virus che potrebbe diventare endemico, proprio grazie alle immunizzazioni della popolazione.

Ci sono, però, altri esperti che invitano a non abbassare la guardia. Come il professore di Igiene e sanità pubblica al San Raffaele di Milano Carlo Signorelli che, a La Repubblica, ha spiegato:

“Ci sono parecchie persone fragili che non sono vaccinate o non hanno ancora fatto in tempo a ricevere la terza dose. Se si allentano le regole, si rischia di mettere loro in pericolo e le terapie intensive in difficoltà”.

Un parere molto simile a quello espresso da Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr a Pavia, che ha sottolineato come la quarantena per i contatti con i positivi debba rimanere nello status quo perché se è vero che i vaccinati hanno meno possibilità di contrarre il virus, non vi è una sicurezza totale e quindi il virus potrebbe circolare ancor più velocemente.

E Roberto Battiston, coordinatore dell’Osservatorio epidemiologico dell’università di Trento, attraverso un’intervista a La Stampa invita tutti a guardare il caso tedesco, con il calo dei contagi dopo il lockdown per i non vaccinati. E sul tema della quarantena spinge verso una riflessione accurata in vista delle prossime settimane:

“La crescita dei casi Omicron è impressionante, è in corso una riduzione drastica nei tempi di raddoppio. Basta guardare cosa succede a Londra, dove una persona su 10 è contagiata, per capire che tipo di problema ci troveremo ad affrontare a livello mondiale. Ci sarà un periodo in cui avremo una quantità altissima di contagiati, con un inevitabile rallentamento a livello lavorativo e un forte impatto dal punto di vista economico”.