Cultura e scienze

Quanto vive il Coronavirus SARS-COV-2 su una mascherina usata?

“Fino a sette giorni”, ma in condizioni di laboratorio, protette, non nella realtà, è stato spiegato oggi dall’ISS in Commissione Ecomafie

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Quanto ‘vive‘ il virus del SarsCov2 su una mascherina usata? “Fino a sette giorni”, ma in condizioni di laboratorio, protette, non nella realtà. Rosa Draisci, del Centro nazionale delle sostanze chimiche dell’Istituto superiore di sanità (ISS), lo ha detto in audizione alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la Ecomafie, sulla gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19.

Quanto vive il Coronavirus SARS-COV-2 su una mascherina usata?

Draisci spiega che “in studi di laboratorio, non nella realtà, nella parte interna della mascherina si rilevano parti di virus dopo 7 giorni dall’inoculo, ma- sottolinea- si tratta di un’attività sperimentale fatta in laboratorio, con la deposizione sulla mascherina di soluzione contenente il virus”. In queste condizioni “protette” il virus vive “fino a 7 giorni”, ribadisce l’esperta, e “abbiamo solo questo dato”, non ci sono altri studi. Nel ‘mondo reale’ il virus vive meno, aggiunge il presidente ISS Silvio Brusaferro, quelli di laboratorio sono “contesti molto protetti, non è immediatamente assimilabile” alla normalità, “è una situazione protetta, dalla luce, dal Sole e da altri fattori che hanno influenza sulla sopravvivenza del virus”.

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Mascherine: come farle e quanto proteggono (La Repubblica, 10 maggio 2020)

Bursaferro ha anche spiegato che le mascherine chirurgiche sono “efficaci due, massimo sei ore, ma ad oggi non ci sono strumenti e metodologie che ne garantiscano il riutilizzo con le stesse performance”. Per “quelle di comunità si può ragionare in base al tipo di materiale utilizzato”, ma in generale per la mascherina “chirurgica ad oggi non ci sono evidenze circa un loro possibile riutilizzo, per quelle di comunità invece in relazione al tipo materiale può essere valutato” un loro eventuale riutilizzo. Le mascherine chirurgiche sono “uno strumento normato a livello internazionale con determinati requisiti”, e hanno “caratteristiche di filtraggio e resistenza agli schizzi particolari, normate UNI, che vanno rispettate”, spiega Brusaferro, ribadendo che le mascherine chirurgiche hanno “prestazioni particolari e sono fatte con materiale particolare”. Invece, per “quelle di comunità si può ragionare” su un loro eventuale riutilizzo, “in base al tipo di materiale utilizzato- spiega il presidente ISS- non hanno particolari caratteristiche e standard di filtraggio, ma sono sostanzialmente strumenti barriera che possono essere usati in ambito comunitario”, e “in base al materiale e’ eventualmente riutilizzabile”.

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