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Quanto rende fare la cavia per i farmaci

Elena Dusi su Repubblica oggi torna sulla storia dell’incidente ai laboratori Biotral che ha provocato la morte di un uomo e danni permanenti per altri cinque che facevano da tester per un farmaco e racconta come funziona il mercato europeo dei “volontari”:

Due settimane in ospedale, dieci somministrazioni del farmaco sperimentale, 1.900 euro di compenso. Questo il contratto fra la Biotrial — l’azienda incaricata di condurre il test del nuovo antidolorifico — e le “cavie umane” di Rennes. Molti trial sulle medicine appena inventate seguono queste regole. Il divieto di pagamento per i volontari viene infatti aggirato con un rimborso spese. Negli Stati Uniti si arriva a 1.500 dollari. «In Svizzera, dove le regole sono differenti, si può arrivare a 5mila euro. Molti giovani anche italiani ne sono allettati» racconta Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia italiana per il farmaco.

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Il mercato delle cavie

Spiega l’articolo che il divieto di retribuzione viene aggirato ovunque:

Partecipare a una sperimentazione vuol dire trascorrere una o due settimane in un ospedale o un centro specializzato senza poter uscire dal reparto, fare un check up preliminare, ricevere la medicina e sottostare a tutti i controlli. A volte si viene richiamati a qualche settimana di distanza per un ulteriore check up. Nel caso di Rennes, i volontari sono arrivati all’ospedale il 4 gennaio dopo essere stati selezionati per età e stato di salute. Dal terzo giorno hanno iniziato ad assumere il farmaco a dosi crescenti. Attraverso i prelievi costanti di sangue (fino a 9 al giorno) e urine, gli addetti della Biotrial hanno tenuto sempre sotto controllo la cosiddetta “vita” del farmaco all’interno dell’organismo. Quando i primi sintomi sono comparsi, domenica 10, tutte le altre somministrazioni sono state bloccate.