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Quanto è costata l'inchiesta Ruby-Berlusconi?

Dopo l’assoluzione in Cassazione arrivata ieri il capitolo (giudiziario) di Ruby Rubacuori per Silvio Berlusconi può considerarsi provvisoriamente chiuso, in attesa del Ruby Ter. Dove Silvio è accusato di aver indotto a mentire le ragazze protagoniste delle cene eleganti di Arcore con robuste dosi di denaro e altre comodità, peraltro mai negate dall’ex Cavaliere, che ha però sempre detto di aver regalato decine di migliaia di euro alle Olgettine per questioni affettive e non per influenzare il loro comportamento durante il processo Ruby. Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera spiega che il processo è stato accusato spesso a torto di guardonismo:

Da questo punto di vista l’udienza-fiume in Cassazione suona la campana per chi da un processo pretenderebbe la risposta più conforme alle aspettative politico-sociali, o più adesiva al livello di gradimento ritenuto socialmente accettabile per le decisioni giudiziarie di una certa stagione.
Ma suona anche per chi a lungo ha voluto contrabbandare per processo al peccato, per scrutinio di scelte sessuali, e per volontà di degradazione morale degli imputati quello che invece era il fisiologico meccanismo del dibattimento: procedura alla quale ora Berlusconi deve la sua assoluzione per motivi giuridici pur a fronte di fatti storici accertati dai tre gradi di giudizio (l’«abuso della propria qualifica per scopi personali» nella telefonata in Questura), e ieri ammessi persino dai difensori («Nemmeno noi contestiamo che ad Arcore avvenissero fatti di prostituzione con compensi»; e se l’affido di Ruby in Questura «fu regolare, che poi i poliziotti fossero contenti di aver fatto un favore a Berlusconi, questo ve lo concediamo»).
Proprio l’indugiare sugli indici di inconsapevolezza o meno della minore età di Ruby, sulle connotazioni sessuali delle serate o sulle sfumature giuridiche della telefonata notturna del premier alla Questura, non era dunque fissazione di pm e giudici «guardoni», ma accertamento istruttorio inevitabile, fondamentale proprio come discutere di balistica in un processo per omicidio. Dove, spesso, neppure la pistola è mai davvero fumante.

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Il processo Ruby fino all’assoluzione di ieri (Il Messaggero 11 marzo 2015)

E a questo proposito: già ieri sono ricominciate le lamentele sui presunti clamorosi costi milionari dell’inchiesta Ruby, e dei soldi spesi per “intercettarlo” (in realtà il Cavaliere non è mai stato intercettato in questa inchiesta) e per i dati su cui si è basata l’accusa. Ebbene, i veri costi dell’inchiesta Ruby li ricorda sempre Ferrarella sul Corriere: 27mila euro in totale per le “intercettazioni”, 65mila per l’intera inchiesta, compresi noleggi e interpreti. Meno di una serata di Bunga Bunga.