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Quando Renzi non voleva i traditori in Parlamento

«Dovevate avere il coraggio di dimettervi dal Parlamento. È ora di finirla con chi viene eletto con qualcuno e se ne va con qualcun altro»: all’epoca Matteo Renzi era molto più giovane e assai più intransigente con chi cambiava casacca alla Camera e al Senato, e cazziava perbene Paola Binetti che era uscita all’epoca dal Partito Democratico. «Tu dovevi dimetterti dal PD e dal Parlamento», risponde ancora in questo spezzone tratto da Porta a Porta alla Binetti che si difendeva obiettando che il PD aveva tradito la sua mission iniziale. E quando Bruno Vespa gli ricordava l’assenza di vincolo di mandato, Renzi replicava: «Ma questo è fuor di dubbio,

Il 14 febbraio 2010 la Binetti sul “Corriere della Sera”, aveva detto che « Pd ha fallito, Bersani è un rappresentante illuminato di quelli che erano i vecchi Ds, ma non è mai stato il leader della sintesi coi cattolici». Nelle scorse settimane la deputata aveva detto prima che avrebbe lasciato il partito se Bonino fosse stata candidata, poi che lo avrebbe fatto se l’esponente radicale avesse vinto le elezioni nel Lazio contro Renata Polverini, candidata del Pdl. La Polverini non vinse, ma la Binetti transitò lo stesso nell’UDC. «Io volevo restarci, nel Pd. Ma vista l’insistita e menzognera tendenza a dimostrare che tra la cultura cattolica e quella radicale non ci sono differenze, restare non ha più senso», commentò all’epoca la Binetti. Oggi, come si sa, ha cambiato idea.