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Quando Gianluigi Nuzzi si lamentava di non aver ricevuto dal Vaticano l’accredito per il Conclave

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Sabato Jacopo Iacoboni non ha potuto entrare a Sum #02, l’evento organizzato in memoria del cofondatore del MoVimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio. A Iacoboni è stato più volte negato l’accredito e quando ha provato ad entrare con un badge di un collega gli è stato impedito l’accesso. Enrico Mentana, che era presente al meeting, se ne è lamentato dal palco con Gianluigi Nuzzi, che ha risposto «È entrato, ma con un badge tarocco e tutti i tarocchi noi non li vogliamo»

Come Nuzzi ha spiegato il divieto d’accesso a Iacoboni

Secondo Gianluigi Nuzzi Iacoboni non era potuto entrare perché la sala aveva raggiunto la capienza massima e il M5S, dopo aver fatto entrare tutti i giornalisti già accreditati, aveva fatto allontanare chi ha provato ad entrare con un “pass tarocco”. VisVerbi, l’agenzia di comunicazione della quale Valentina Fontana (la moglie di Nuzzi) è Amministratore Delegato ha fatto sapere che “Il collega non ha chiesto l’accredito né ci ha contattato successivamente quando i termini per farlo erano scaduti. Se ci avesse contattato e chiesto l’accredito anche all’ultimo minuto sarebbe entrato”. Una ricostruzione smentita da Iacoboni che ha ha raccontato invece di aver provato a chiedere in ogni modo l’accredito.

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Su Repubblica di oggi Annalisa Cuzzocrea ricorda poi che “ad arrivare a Ivrea – per vari motivi – senza accredito, sono stati in molti. A non poter entrare, soltanto uno”. E del resto fonti vicine al M5S hanno fatto poi sapere che la questione non era professionale ma “personale” perché Iacoboni aveva “insultato” Gianroberto Casaleggio. Il giornalista della Stampa del resto è persona non grata dalle parti del MoVimento a causa dei suoi numerosi articoli sul ruolo della Casaleggio e sul M5S. Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it, in un tweet ha precisato poi che non è vero che Iacoboni avesse un pass falso, come invece aveva detto Nuzzi dal palco.

Quando Nuzzi difendeva la libertà di stampa per i giornalisti “sgraditi”

Stupisce però che un giornalista come Nuzzi invece che difendere un collega (e la libertà di stampa) abbia preferito schierarsi dalla parte del M5S. Qualche anno fa, nel 2013, Nuzzi si lamentava sui social di non aver ricevuto l’accredito stampa per poter seguire il Conclave. Era l’11 marzo 2013 e su Twitter Nuzzi definì la decisione del Vaticano una “scelta oscurantista, altro che trasparenza libertà di stampa”. Le ragioni dell’esclusione di Nuzzi sono abbastanza chiare. Come Iacoboni per il M5S Nuzzi rappresenta la classica spina nel fianco per il Vaticano a causa delle sue inchieste con la pubblicazione di documenti riservati e dei suoi libri sugli intrecci segreti dei palazzi vaticani.

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All’epoca molti giornalisti si schierarono con Nuzzi stigmatizzando la decisione del Vaticano. Alcuni, come Gad Lerner, hanno duramente criticato la decisione di impedire l’accesso a Iacoboni. Nuzzi invece si è trincerato dietro la scusa che Iacoboni “aveva un pass falso” e che “la sala era piena”. Quasi che i documenti riservati ottenuti dal maggiordomo del Papa Nuzzi li avesse invece ottenuti tramite una regolare richiesta di accesso agli atti in Vaticano.

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Sabato Nuzzi invece ha preferito assecondare Casaleggio dimenticandosi di quando si lamentava – a ragione – per non aver ricevuto l’accredito dal Vaticano. All’epoca Nuzzi aveva avanzato una richiesta di accredito per poter seguire il Conclave per La7. Permesso negato senza che dalla sala stampa vaticana venissero chiariti i motivi. Allo stesso modo Iacoboni ha più volte tentato di ottenere l’accredito ricevendo sempre risposta negativa e nessuna spiegazione. Eppure così come Nuzzi è un giornalista scomodo e sgradito nelle stanze vaticane allo stesso modo Iacoboni lo è per il M5S. Entrambi però hanno il diritto di fare il proprio mestiere, che è quello di giornalista.

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