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I russi che protestano a San Pietroburgo e Mosca contro la guerra (e vengono arrestati) | VIDEO

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Sono circa 800 gli arresti della polizia russa nei confronti delle migliaia di persone che si sono riversate nelle strade di almeno 24 città del Paese, tra le quali Ekaterinburg, Novosibirsk, Krasnoyarsk e San Pietroburgo, città natale di Vladimir Putin. Anche a Mosca, sulla Piazza Pushkin, diverse persone si sono radunate per esprimere il proprio dissenso sull’operazione militare in corso. Un corrispondente del quotidiano Ria Novosti ha raccontato di aver assistito a oltre una decina di arresti, e a controlli diretti anche su alcuni giornalisti. Immagini che riportano alla mente la mobilitazione che ci fu nel Paese dopo l’arresto dell’oppositore di Putin Alexej Navalny. Oltre che all’ombra del Cremlino, striscioni pacifisti e bandiere ucraine sono apparsi oggi anche in molte altre città in Europa. A Londra le persone si sono ritrovate di fronte a Downing Street, a Bruxelles i dimostranti hanno scelto la zona dei palazzi delle istituzioni europee.

I russi che protestano a San Pietroburgo e Mosca contro la guerra (e vengono arrestati) | VIDEO

La polizia russa ha risposto con violenza a queste manifestazioni, operando arresti sommari. Prima che scendessero in piazza, il governo russo aveva avvertito i cittadini invitandoli a non protestare contro l’attacco militare all’Ucraina. Le autorità adotteranno “tutte le misure necessarie” per mantenere l’ordine in caso di proteste, ha reso noto il ministero russo dell’Interno. “Qualsiasi atto provocatorio o aggressivo” contro gli agenti sarà “immediatamente represso”, la dichiarazione del ministero. “Non cedete al richiamo di azioni illegali, avvertite famigliari e amici minorenni a non partecipare ad eventi non autorizzati”, continua il comunicato, invitando i russi a essere “ragionevoli” e a “non porre in pericolo la loro sicurezza”.
Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov si è detto convinto dell’appoggio popolare all’invasione dell’Ucraina. “Sappiamo che una solida maggioranza della popolazione ha approvato la decisione del presidente di riconoscere le due repubbliche. Possiamo supporre che il livello di appoggio (all’attacco all’ucraina) non sarà minore”.