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Quanto costano le promesse di Renzi

Matteo Renzi non è stato per niente chiaro a Porta a Porta: ha promesso un ulteriore taglio della pressione fiscale su famiglie e imprese con l’aggiornamento del DEF del 15 settembre, ma non ha detto né il come né il quanto. E un motivo, abbastanza stringente, c’è: non è possibile operare un taglio per tutti perché i soldi, semplicemente, non ci sono. E per trovarli bisognerebbe andare molto oltre la revisione della spesa per i ministeri promessa anche ieri. Perché il totale del costo delle promesse di Renzi ammonta, per ora, a circa sei miliardi.
 
QUANTO COSTANO LE PROMESSE DI RENZI
Andiamo con ordine. Gli incapienti sono icontribuenti con un reddito annuoinferiore a 8 milaeuro. Secondo le stime sono circa 4 milioni. Estendere loro il bonus da 80euro al mese costerebbe circa 4 miliardi di euro l’anno. Le partite Iva individuali (lavoratori autonomi e professionisti) sono circa tre milioni e mezzo. Secondo stime della Cgil hanno un reddito medio di circa 15 mila euro. Già con il computo della doppia spesa siamo all’incirca a sei miliardi. E ancora non abbiamo contato i pensionati, ai quali il premier ha promesso l’estensione del bonus, e le imprese che aspettano un taglio dell’Irap, magari in cambio di investimenti privati. La tabella riassuntiva del Corriere della Sera:

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Il conto dei tagli fiscali promessi dal governo in questa infografica del Corriere della Sera

E allora? Spiega Enrico Marro sul Corriere che il programma di Renzi potrebbe finire per essere meno ambizioso:

Ecco perché l’ipotesi di allargamento del bonus che finora è sembrata più realistica è quella,allo studio dei tecnici del governo,che prevede un aumento delle soglie di reddito per le famiglie numerose con un solo stipendio. La soglia per otteneregli 80 euro potrebbe salire da26 mila a 31 mila euro con duefigli a carico, a 40 mila con tre, a50 mila con quattro. Una miniestensionedel bonus che costerebbealle casse pubblichenon più di 200-300 milioni dieuro l’anno. Fattibile.

Così come appare possibile un nuovo sconto sull’Irap o comunque un taglio del carico fiscale perle imprese rimaste deluse dal mini taglio Irap di aprile:

Andare oltre diventa molto più difficile perché, come ha ammesso Renzi, quest’anno il prodotto interno lordo resterà intorno a zero. E per rispettareil tetto del deficit del 3% bisogneràfare i salti mortali, nonostantela rivalutazione dello stesso Pil che l’Istat ha in corso.Senza contare che il premier, ieri sera, ha aperto alla possibilità di rimuovere il blocco deglistipendi pubblici. Anche qui,però, più che a un rinnovo pienodei contratti per 3 milioni emezzo di dipendenti pubblici,che costerebbe 2,1 miliardi solonel 2015, bisogna pensare a misurelimitate (sblocco dei premi,incentivi alla produttività).

LA COPERTA E LA SCOPERTA

Come il governo intende coprire il fabbisogno? Il Sole 24 Ore pubblica questa infografica con gli impegni dell’esecutivo per il taglio della spesa:
 

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Dal Sole 24 Ore: Il piano di risparmi del governo

Come si vede, anche qui il nodo è politico.