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Progress M-27M: la navicella fuori controllo che si dirige sulla terra

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Il Centro di controllo dei Voli spaziali (Ccve) russo ha perso i contatti con una navicella spaziale senza equipaggio lanciata martedìv  verso la Stazione Spaziale Internazionale, per portare rifornimenti. Il Progress M-27M,, che e’ fuori controllo, starebbe precipitando verso la Terra, secondo quanto riferito da una fonte anonima vicina alla missione. “Ha cominciato la discesa e non ha un altro posto dove andare”, ha detto la fonte evocando la possibilita’ che frammenti della navicella finiscano sul nostro pianeta, “è assolutamente fuori controllo”. Per le prossime ore è attesa una dichiarazione ufficiale dell’agenzia spaziale russa.   Inevitabile l’impatto con l’atmosfera: «i rottami potrebbero cadere sulla terra tra il 7 e l’11 maggio», hanno riferito fonti dell’industria spaziale citata da Interfax.
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PROGRESS M-27M: LA NAVICELLA FUORI CONTROLLO CHE SI DIRIGE SULLA TERRA
La Progress trasporta generi alimentari, materiale scientifico e una replica di una bandiera sovietica del 1945, che avrebbe dovuto arrivare ai cosmonauti russi per i festeggiamenti del 9 maggio per la vittoria nella seconda guerra mondiale. I problemi per la navetta erano inziati subito dopo il lancio, quando si rilevò la trasmissione difettosa di dati telemetrici. La NASA comunque ha fatto sapere che la Progress non aveva a bordo nessun rifornimento “essenziale” per l’equipaggio della Iss – fra cui l’italiana Samantha Cristoforetti – e che la Stazione avrebbe continuato a funzionare normalmente fino all’arrivo della prossima navetta, una “Dragon” della statunitense SpaceX il cui lancio è previsto per il 19 giugno.
 
ENTRO UNA DECINA DI GIORNI
Il cargo russo Progress, diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e di cui i russi hanno perso il controllo potrebbe rimanere in orbita sopra la Terra, prima di precipitare, anche una decina di giorni. Lo ha detto Thomas Reiter, direttore voli spaziali dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Reiter ha confermato al Guardian che normalmente le navicelle spaziali rientrano in maniera controllata e vengono fatti cadere sulla parte meridionale del Pacifico. Quello attuale potrebbe essere un rientro non controllato, e cosi’ alcuni frammenti potrebbero arrivare sulla terra: ma è una probabilità davvero remota considerando che due terzi della Terra sono ricoperti dalle acque oceaniche e solo il 3% e’ occupato da aree urbane.  “Il rientro e’ normalmente fatto sopra il Pacifico meridionale in modo che i frammenti non cadano sulla terraferma. Ma non tutta brucera’ (nell’impatto con l’atmosfera; ndr) e in caso di un rientro non controllato, ci saranno frammenti che colpiranno la superficie. Se i miei colleghi russi, non recupereranno il controllo del Progress, questo potrebbe accadere in una settimana e mezza al massimo”.