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I profughi picchiati con mazze da baseball a San Cono

Davide Severo, Giacomo Severo e Antonino Spitale

Davide Severo, Giacomo Severo e Antonino Spitale: hanno tra i 18 e i 32 anni e sono stati arrestati ieri per aver aggredito a colpi di mazza da baseball e spranghe tre migranti egiziani minorenni. Uno di loro è in gravissime condizioni. I testimoni hanno raccontato un agguato in piena regola: due auto che bloccano tre minorenni egiziani mentre tornano al centro di accoglienza di San Cono, nel Catanese, dove sono ospiti; tre adulti che scendono e li picchiano con mazze da baseball. Si accaniscono in particolare su uno di loro, un sedicenne, M. M., colpendolo ripetutamente alla testa, anche con il calcio di una pistola. Il minorenne adesso è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania e per i medici “è in grave pericolo di vita” per i postumi di fratture al cranio e dopo un intervento per ridurre un grosso ematoma al cervello.

I profughi picchiati con mazze da baseball a San Cono

Dietro l’aggressione futili motivi: un diverbio per una pallonata o uno sguardo di troppo, si ipotizza tra l’altro. Ma il procuratore Giuseppe Verzera è lapidario: «Non possiamo escludere la matrice razzista». A immortalare col proprio telefonino cellulare le riprese del violento agguato una delle due vittime, che hanno 16 e 17 anni, che hanno riportato ferite e contusioni guaribili in cinque giorni. La visione delle immagini ha permesso ai carabinieri della compagnia di Caltagirone e del Nucleo investigativo di Catania di dare una svolta immediata alle indagini. Nel filmato militari della zona hanno riconosciuto due fratelli, e li hanno subito arrestati. Poco dopo è stato identificato il terzo ‘picchiatore’, anche lui finito in carcere. Accertamenti sono in corso per identificare i due ‘autisti’ che sono rimasti sulle due auto in attesa che l’agguato venisse consumato.

Nel video si vedono tre ragazzi inermi che chiedono aiuto, alzano le mani per ‘arrendersi’, mentre un giovane con la mano sinistra tiene una pistola e con la destra una mazza da baseball colorata. Indossa pantaloncini di jeans e una polo blu. Senza esitazione passa al pestaggio, mentre si sentono urla di dolore e in sottofondo la sirena di un’antifurto che suona violenta, come i colpi affondati. Sono le scene dell’aggressione ai tre minorenni egiziani da parte di tre italiani riprese col cellulare da una delle vittime. Nel filmato, acquisto agli atti dell’inchiesta della Procura di Caltagirone, si vede anche un secondo aggressore, con jeans corti e maglietta rossa, con un mazza in mano correre verso uno dei tre ragazzi. Secondo i carabinieri, che indagano, l’obiettivo dell’aggressione era uno degli egiziani, ospiti di un centro di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati di San Cono: un sedicenne, colpito alla testa con colpi di mazza e col calcio di una pistola, che è in gravissime condizioni. Gli arrestati da carabinieri sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni. In casa di quest’ultimo militari dell’Arma hanno trovato una pistola ad aria compressa che era stata utilizzata per intimidire le tre vittime. Gli investigatori però escludono l’ipotesi ‘razziale’, perché secondo loro il vero obiettivo dell’agguato è stato uno dei tre ragazzi contro il quale si sono accaniti. L’aggressione è avvenuta alle 17 di ieri sulla strada che collega San Cono, dove gli egiziani erano stati per la presenza del mercato settimanale, a San Michele di Ganzaria dove i tre sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati, gestito dalla cooperativa San Francesco. I tre sono indagati per tentativo di omicidio in concorso, lesioni personali e porto illegale di arme improprie. Il Corriere della Sera dice che uno dei ragazzi picchiati è ancora in pericolo di vita:

Una brutta storia che potrebbe trasformare i bulli in assassini se M. M. non dovesse farcela, come invece sperano i medici che ieri hanno operato il ragazzo per una frattura alla teca cranica, «un avvallamento con penetrazione dell’osso sul cervello». Rimosso il frammento osseo, bisognerà attendere l’uscita dal coma. Come attendono tutti gli altri minori del Centro dove la scorsa settimana alcuni operatori sociali erano stati sequestrati da un pugno di centroafricani e «salvati» da un gruppo di migranti egiziani. Un’altra storia. Un’altra scheggia impazzita del fenomeno.

L’aggressione è avvenuta alle 17 di ieri sulla strada che collega San CONO, dove gli egiziani erano stati per la presenza del mercato settimanale, a San Michele di Ganzaria dove i tre sono ospiti del centro di prima accoglienza per minorenni non accompagnati, gestito dalla cooperativa San Francesco. Nella struttura la scorsa settimana c’è stato il sequestro di alcuni operatori sociali da parte di alcuni centrafricani, che sono stati ‘liberati’ da egiziani.