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Il 93% dei profughi d'Europa arriva in Italia

I 28 leader europei hanno trovato un accordo a marzo sul piano per la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche.  I migranti e i profughi arrivati dopo il 20 marzo 2016, stabilisce l’accordo, vengono rimandati in Turchia se non presentano domanda d’asilo presso le autorità greche. Chi non vuole essere registrato e chi vede respinta la sua domanda deve tornare in Turchia. Il piano viene definito come «misura temporanea e straordinaria, necessaria per porre fine alle sofferenze umane e ripristinare l’ordine pubblico». Ma le elaborazioni fornite da Unhcr, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, illustrate oggi da Leonard Barbieri al Corriere della Sera, dicono che, preso il totale dei migranti sbarcati in Europa nel mese di luglio, novantatré su cento sono stati registrati in Sicilia e Calabria, in Puglia, Sardegna e Campania. In Italia, appunto. Il resto in Grecia. Mentre la Spagna ha toccato la quota record di zero.

Il 93% dei profughi d’Europa arriva in Italia

Soltanto ieri nel porto di Vibo Valentia Marina sono giunti, a bordo della nave “Phoenix” di Medici senza Frontiere, 425 profughi di varie nazionalità. Si tratta di di 266 uomini, 29 donne e 130 minori non accompagnati. Questi ultimi resteranno nella provincia e saranno affidati ai servizi sociali del Comune, mentre i restanti saranno trasferiti nei centri di tutta Italia così come stabilito dal Piano di riparto del Ministero dell’Interno. Ad attendere i migranti la macchina organizzativa coordinata dalla Prefettura di Vibo Valentia, mentre i controlli sanitari hanno fatto registrare 25 casi di disidratazione e 20 di scabbia; una donna in stato interessante è stata ricoverata in ospedale per accertamenti clinici. Ieri, in Calabria, sono giunti altri mille migranti sbarcati da due navi militari nei porti di Corigliano Calabro e Crotone. Sempre ieri la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno individuato e sottoposto a fermo 12 stranieri, tra cui 2 minori, provenienti da diversi Paesi dell’area sub sahariana, ritenuti gli scafisti di alcune imbarcazioni che avevano trasbordato i migranti, in pieno Mediterraneo, al largo della Libia. Nella mattinata di ieri, è giunta al porto di Palermo la nave, “Dattilo” della Guardia Costiera, con a bordo 655 migranti, tra cui alcune donne incinte e più di 150 minori, raccolti in acque internazionali nel corso di 7 operazioni di salvataggio, condotte dalla stessa “Dattilo” e da altre imbarcazioni di organizzazioni non governative. Tra i migranti avevano tentato di confondersi e di celare il loro reale ruolo anche 12 individui, che gli investigatori della Squadra Mobile, del Gico e della Stazione Navale della Guardia di Finanza hanno, invece, scovato. Erano, in realta’, scafisti. Poliziotti e finanzieri hanno sviluppato le preliminari informazioni raccolte a bordo dall’equipaggio della nave e al porto di Palermo e hanno completato il quadro probatorio a carico degli indagati, sentendo a verbale decine di migranti ed individuando numerosi testimoni.

sbarchi italia
Il computo totale dei migranti arrivati in Europa (Corriere della Sera, 2 agosto 2016)

A luglio tutti i profughi nella penisola

 
Il ministero dell’Interno spiega però che nei primi sette mesi di quest’anno è arrivato soltanto lo 0,02 per cento in più (che diventa +6,9% se si torna indietro allo stesso arco temporale del 2014). E non c’è solo questo:

L’altro capitolo dell’emergenza sbarchi è l’accoglienza. Che, come nota il ministero dell’Interno, al 1° agosto (cioè ieri) registra 140 mila migranti ospitati dei quali la maggior parte (circa 105 mila) nelle strutture temporanee. La Lombardia — con 18.336 unità — è la regione che in questo momento ne accoglie di più (pari al 13 per cento del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (10 per cento), quindi Campania e Veneto (circa l’8 per cento). Record anche per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati sbarcati nel nostro Paese: se nel 2014 sono stati 13 mila e nel 2015 12.360, dal 1° gennaio al 14 luglio 2016 — quando mancano ancora cinque mesi e mezzo per fare i confronti effettivi anno su anno — ce n’erano già 11.520.