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Il presidio dei sindaci dei Nebrodi contro i migranti

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I sindaci dei Nebrodi che si sono riuniti stamani per valutare la situazione dopo l’ingresso di 50 migranti nell’hotel Canguro, in territorio di Sinagra (Me), hanno deciso di effettuare un presidio permanente davanti all’albergo in attesa di una convocazione da parte della Prefettura alla quale hanno inviato un documento. Gli amministratori fanno sapere che il presidio comincerà a breve ma non ci saranno blocchi.

Il presidio dei sindaci dei Nebrodi contro i migranti

Il presidio sarà tolto solo quando i primi cittadini saranno convocati dal prefetto e riceveranno assicurazioni sullo spostamento in altro luogo degli immigrati, “in una struttura migliore” viene precisato. I sindaci chiedono un “piano serio e responsabile” per l’accoglienza migranti, dichiarandosi pronti a fare la propria parte in tal senso purché fattivamente coinvolti nelle decisioni.
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“Tra qualche ora” – annuncia il sindaco di Castell’Umberto, Vincenzo Lionetto Civa – effettueremo il presidio davanti all’hotel e lo manterremo anche nei prossimi giorni, finché i migranti non verranno spostati in una struttura migliore. Il prefetto di Messina ci ha assicurato che questo verrà fatto tra qualche giorno e noi aspettiamo fiduciosi. Ci ha anche detto però che al momento non è possibile”. “Noi non siamo razzisti – ribadisce il sindaco – rispettiamo la volontà dello Stato e siamo pronti all’accoglienza, ma vogliamo che questa avvenga seguendo la legge e favorendo le migliori condizioni per i migranti. Siamo disponibili ad accogliere i migranti direttamente senza l’aiuto delle cooperative, perché abbiamo le risorse e le competenze e vogliamo creare un dialogo costruttivo con la Prefettura per organizzare i servizi. Se poi lo Stato vuole imporre dall’alto le scelte noi diciamo che non ci stiamo, ubbidiamo ma protesteremo civilmente”. Durante la riunione, alla quale hanno preso parte 34 sindaci dei Nebrodi, è stato letto il documento consegnato dieci giorni fa al prefetto col quale si chiedeva un incontro sui problemi dell’accoglienza. “Ma non siamo stati accolti – sostiene il sindaco di Castell’Umberto – Abbiamo quindi deciso di rimandare lo stesso documento e chiedere di nuovo di essere ricevuti perché i problemi sono sempre gli stesi”.