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I 150mila precari della scuola da assumere con un decreto

Il Corriere della Sera annuncia oggi che il governo Renzi pubblicherà le linee guida della riforma della scuola. Oggi sarà presentato il piano di riforma che riguarda organici e carriere dei docenti, organizzazione degli istituti e offerta formativa: sarà affidata a un decreto legge che sarà presentato entro gennaio. Tra le altre novità – di riforma della scuola abbiamo parlato qui – arriverà anche un decreto per stabilizzare 150mila precari. Spiega il Corriere della Sera:

Eccoli: l’allargamento dell’organico di diritto e la definizione di quello «funzionale» inteso come una batteria di professori senza cattedra a disposizione di una rete di più scuole vicine sul territorio per coprire posti vacanti,spezzoni e buchi che altrimenti verrebbero assegnati ogni volta a un docente diverso; il superamento delle supplenze brevi; l’ampliamento delle classi di concorso e le regole per la mobilità geografica degli insegnanti;la nuova procedura di abilitazione dei docenti; il ripensamento dello stato giuridico del docente con riferimento a quelli che nel documento vengono definiti come gli«scatti di competenza» legati alla valutazione e alla valorizzazione delle competenze didattiche dei docenti(è questo un punto centrale della riforma renziana, ribadito ancora ieri dal presidente del Consiglio.

Quello che vorrebbero provare a fare al Miur è trasformare una parte di docenti in organico di funzione,cioè assunti ma senza cattedra a disposizione dei presidi magari di più scuole vicine sul territorio. Finché la cattedra resta disponibile dunque non cambierà il supplente di anno in anno e gli studenti potranno avere lo stesso prof,poi si potrà accedere ad altri posti.In sintesi è questo quello che dovrebbe succedere con l’abolizione dei supplenti annunciata dal ministro Giannini e rilanciata anche dal premier nell’incontro con i parlamentari Pd. Come però questo succederà ancora non è chiaro: quanti supplenti e in quanti anni questi precari verranno assunti, in che modo verranno assunti, se ci saranno graduatorie a parte che i presidi aggiornano ogni tre o quattro anni. Se ne dovrà discutere anche con i sindacati,in linea di principio non ostili, visto che il rinnovo del contratto è in vista per il 2015. E bisognerà dare una risposta veloce perché proprio sui precari (troppi e per troppo tempi) pende sul governo italiano il giudizio della Corte europea di Giustizia che nei prossimi mesi dovrà esprimersi sul ricorso del tribunale di Napoli. La condanna costerebbe molto cara alle casse dello Stato. Gli altri contenuti del decreto:

Basta con il sistema di retribuzione basato solo agli scatti di anzianità:lo stipendio va modulato in base al merito, ovvero alle competenzeacquisite e sviluppate in itinere daisingoli docenti grazie anche ai corsidi formazione); le risorse per il fondoper il miglioramento dell’offertaformativa; il rafforzamento del ruolodei presidi con maggiore autonomiadelle scuole; le nuove competenzedei ragazzi; le regole per l’ingressodei privati nelle scuole; la semplificazionedelle regole per la proceduradi alternanza scuola-lavoro e infinela revisione delle procedure amministrativepotenziando la digitalizzazionedegli uffici e delle segreterie.

La riforma della scuola per punti: