Cultura e scienze

Povia le canta al Piano Kalergi a Quinta Colonna

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Finalmente Giueppe Povia ce l’ha fatta: nonostante le pressioni dei Poteri Forti che da anni lo perseguitano per evitare che il Popolo sappia la verità è riuscito a tornare in televisione. Ieri sera il cantautore era infatti ospite di Paolo Del Debbio a Quinta Colonna per parlare del suo argomento preferito: l’immigrazione. Anzi: come la chiama lui immigrazìa perché se la chiamasse immigrazione allora mancherebbe di rispetto agli italiani del Sud Italia che hanno subito un’immigrazione di venti milioni di persone.

Tutti i crimini degli immigrati secondo Giuseppe Povia

Ma c’è un altro motivo per cui Povia non vuole parla di immigrazione quando si tratta dei fenomeni migratori di questi anni. Ed è perché quelli che arrivano in Italia, che sbarcano dai barconi o vengono salvati in mezzo al mare non sono immigrati. No, sono pedine di un gioco più grande anche di loro. Questo gioco è gestito dal sistema, lo stesso sistema che condiziona le vite degli italiani. Siamo nel pieno del Piano Kalergi, ovvero della sostituzione organizzata del popolo italiano tramite manovalanza di origine straniera.

Povia lo dice già da qualche tempo che in questa società c’è qualcosa di malato. In Immigrazìa lo spiega meglio: ad esempio i genitori non sono più abbastanza duri con i figli e così gli immigrati possono venire indisturbati in Italia a rubare lavoro e denaro ai giovani. Il tutto però non succede per caso:

c’è un disegno molto chiaro
Il potere veterano
Con la scusa del razzismo
Vuole fare fuori l’italiano

Un potere che vuole nuovi schiavi con i quali vorrà sostituire gli italiani. Perché gli stranieri costano meno e conviene a tutti assumerli per fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Povia però non è razzista, anzi: vuole salvare anche gli immigrati dallo sfruttamento. In buona sostanza li vuole salvare, ma per colpa dei figli di papà, quelli col cuore a sinistra e il portafoglio a destra che vogliono accogliere tutti indistintamente, non è possibile farlo.

Tutta colpa dell’Europa, del governo e dei buonisti

Perché per Povia gli imprenditori italiani sono costretti dallo Stato a pagare poco gli stranieri. Anzi, “è lo Stato che da Bruxelles strozza l’economia” e questo secondo Povia lo dicono tutti gli economisti, quali? Marx, Borghi e Bagnai. Nel frattempo però ci spiega che non c’è bisogno dello Ius Soli per avere nuovi schiavi. Ma soprattutto ci dice che mentre noi italiani litighiamo tra noi su chi è razzista e chi no l’immigrato con l’aiuto del governo «si prende il nostro posto e ci cambia pure il padreterno». Non solo gli immigrati ci rubano il lavoro ma ci costringono a cambiare religione. La distorsione della percezione della realtà è compiuta.
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Non è un caso che Povia si trovi in sintonia con le idee dell’ideologo di punta dei rossobruni italiani: Diego Fusaro. Come Fusaro Povia ritiene che l’immigrazione faccia parte di un piano per comprimere i diritti (e i salari) degli italiani. Come Fusaro Povia ci spiega che le generazioni d’oggi si sono rammollite e non sanno più lottare. Chissà che non ci scappi un disco assieme, Fusaro potrebbe essere per Povia quello che Sgalambro è stato per Battiato.