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La storia del post di Alessandro Orsini e di "Napoli moralmente inferiore"

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Prima di diventare il volto televisivo delle tesi contro la gestione dell’Unione europea e degli Stati Uniti riguardo la guerra in Ucraina, Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale, professore associato nel dipartimento di Scienze politiche della Luiss, era molto seguito sui social per alcune considerazioni e post sempre al limite. Messaggi che stanno riemergendo adesso, e che lo hanno indotto a scrivere un nuovo post in cui invita chiunque a “frugare bene e non tagliare o selezionare strumentalmente soltanto ciò che è comodo” per attaccarlo. Le riflessioni finite adesso sotto i riflettori sono quelle su Napoli, la città in cui è nato. Nel novembre 2020 la definiva “una città moralmente inferiore e intellettualmente superiore”. Spiegando il perché della superiorità argomenta: “I napoletani stanno inguaiati, nel senso che sono pieni di delinquenza, e questo aguzza il loro ingegno. Sempre perché stanno inguaiati, tendono a essere molto poco ideologici e anche questo aguzza l’intelligenza giacché le ideologie sono gabbie per l’intelligenza”.

La storia del post di Alessandro Orsini e di “Napoli moralmente inferiore”

La “prudenza” come valore aggiunto, quindi, ma anche come elemento di inferiorità, come detto in un altro post, del marzo 2020, scritto per commentare la notizia della morte di Ugo Russo, il ragazzino ucciso dopo aver cercato di rubare l’orologio a un carabiniere. “Un adolescente impara che non si esce di casa indossando oggetti di valore. Derubato, gli viene detto: ‘Sciocco, che cosa ti aspettavi?’. Dunque, la routine che riproduce la società napoletana è fondata sull’idea della normalità della criminalità. La conseguenza è che molti furti e micro-aggressioni non vengono nemmeno denunciati ai carabinieri perché sporgere denuncia è considerato tempo perso”. Orsini non sembra peraltro sottrarsi da questa logica, quanto più ad osservarla. Lui stesso infatti ha ricordato di aver detto che “le ragazze di tutto il mondo non dovrebbero ubriacarsi il sabato sera fino a perdere coscienza”, condannando lo stupro di una ragazza completamente ubriaca al rientro da una discoteca.