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L'attivista e consigliera trans Porpora Marcasciano: «Minacciata col coltello in spiaggia dal branco»

Giordana Battisti|

aggressione transfobica

Porpora Marcasciano, attivista e consigliera comunale di Coalizione civica a Bologna ha raccontato, in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, l’aggressione transfobica subita nei giorni scorsi mentre si trovava in vacanza sulla costa adriatica. «Un grido di dolore personale e intimo perché mi riguarda, perché mi ha toccato personalmente, in maniera assurda, inaspettata, disumana» si legge nel post in questione.

La dinamica dell’aggressione transfobica

I fatti risalgono alle ore 14 di Mercoledi 24 Agosto, come scrive la stessa Marcasciano nel post, «in una località troppo bella e tranquilla per essere inserita nella brutta cronaca».

I fatti sono descritti in modo chiaro nel post, in cui si legge: «Venti minuti di terrore, in balia di cinque balordi, in cui ho percepito impotenza, frustrazione, terrore. Il capo branco ha cominciato in modo soft, quasi gentile ad avviare un discorso che diventava man mano sempre più brutto, minaccioso, violento. Il gergo era quello omofobo con tutti gli epiteti di cui vi risparmio. Poi il brutto ceffo si è avvicinato, quasi a toccarmi e con un coltello continuava a ripetere che appena lo avessi sfiorato mi avrebbe tagliato la gola».

Marcasciano scrive che l’aggressione è avvenuta «l’indomani dell’ennesimo femminicidio a Bologna, proprio mentre interrogavo la mia coscienza sul cosa fare dopo quel terribile gesto è toccato a me». Ricorda infatti molte persone vittime di violenza. Marcasciano scrive di aver trovato la forza di esporsi proprio perché lo deve alle tante persone vittime di violenza: «Eppure devo farlo, anche a distanza di quasi una settimana, lo devo a tutte le persone vittime di questa assurda violenza diventata oramai endemica e lo è perché essa è sistemica. I troppi omicidi di donne, i troppi omicidi di trans, le troppe aggressioni a gay, lesbiche e i diversi di ogni tipo. Penso a Alika Ogochulkwu ucciso a Civitanova nel Luglio scorso. A quello di Alessandra Matteuzzi a Bologna, a quello del giovanissimo Willy Monteiro Duarte colpevole di incrociare la strada dei suoi assassini e tanti, tanti altri».