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Polveri sottili e PM10: chi inquina davvero l'aria?

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Mentre le città bloccano le automobili per fronteggiare l’aumento di polveri sottili nell’aria, si scopre che non è il traffico automobilistico la prima causa dell’invasione delle polveri sottili nel Centro-Nord del Paese. È, piuttosto, il riscaldamento residenziale. Il consumo di legna, pellet e carbonella, combustibili minoritari all’interno delle nostre case, incide sull’inquinamento residenziale per oltre il 90 per cento. Di più: nel bacino padano la prima sorgente di emissione per le polveri sottili (Pm10) è rappresentata dal settore riscaldamento (55%). Il contributo maggiore all’inquinamento residenziale (oltre il 90% del Pm10 e il 64% del Pm2,5) è dato dalla combustione della legna e delle biomasse. Spiega oggi Corrado Zunino su Repubblica:

Lo studio di Life PrepAir, progetto della Regione Emilia su co-finanziamento europeo nato nel febbraio 2017 per trovare in sette anni soluzioni all’inquinamento dell’intero Bacino del Po, porta acqua al mulino dei critici delle misure blocca-traffico. Lo stop alle auto non è solo un provvedimento tampone, che finisce per togliere attenzione politica e risorse economiche a soluzioni di ampio respiro, ma anche le priorità sui pericoli — sostiene il progetto — sono mal scandite e affrontate.

Ecco, uno degli inquinanti più invasivi, il Pm10 — che dà problemi respiratori, come dimostrano i ricoveri di questi giorni al Policlinico di Modena — , trova la sua prima fonte nell’inquinamento abitativo. Il traffico d’auto, certo, offre un contributo importante: i gas di scarico dei veicoli e l’usura di freni e pneumatici producono emissioni di ossidi di azoto e ammoniaca che, in atmosfera, si trasformano in polveri sottili (Pm10). L’elemento più importante di questa partita, però, è il riscaldamento domestico, che nel bacino padano pesa per il 55 per cento. Per fare un esempio, solo in Lombardia la “combustione di biomasse legnose” (attraverso stufe a legna o a pellet e caminetti) vale per il 45 per cento nella dispersione di polveri sottili quando i motori diesel contribuiscono solo per il 14 per cento.

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Chi inquina davvero l’aria (La Repubblica, 16 gennaio 2020)

Le regioni centro-settentrionali con la ferma delle auto più vecchie hanno avviato un’operazione poco utile. Ed è una colpa la disattenzione nei confronti della fonte primaria: il riscaldamento di casa. In molte città, va detto, al divieto ai motori diesel accesi in strada si accompagna la riduzione di uno o due gradi nel riscaldamento negli uffici pubblici.

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