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Il polpo a passeggio per Miami "grazie" alla Superluna

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Forse non siamo riusciti a fotografarla in modo da far vedere quanto era “grande” la Super Luna di lunedì scorso, ma ad una settimana di distanza l’evento astronomico che ha spinto decine di persone a postare su Facebook foto sfocate di puntolini luminosi la Superluna continua a far parlare di sé. Stavolta però la Luna è solo il pretesto per introdurre un tema più importante: il riscaldamento globale.

Il polpo che ci “spiega” il riscaldamento globale

Come sappiamo fin dalle elementari le fasi Lunari influenzano le maree, ed è quindi lecito aspettarsi che una Superluna provochi una Supermarea. In America, dove sono decisamente più bravi a dare i nomi alle cose hanno chiamato la marea del 14 novembre King Tide; nome che già di per sé fa pensare al regno degli abissi che arriva sulla terraferma. Anche se poi non è stato così in certe aree costiere l’alta marea è stata davvero eccezionale. Ad esempio a Miami dove Richard Conlin ha fotografato un curioso ospite all’interno di un parcheggio interrato. Si tratta di un polpo che sfruttando la marea è riuscito a risalire lungo le condotte di scolo delle acque reflue sbucando da uno dei tombini del parcheggio. L’immagine, come riportano il Miami Herald che per primo ha dato la notizia e il National Geographic sembra essere vera e quindi non si tratterebbe di una bufala o di uno scherzo. Insomma non è un polpo preso al supermercato e buttato per terra per creare un’immagine virale.

Anche se l’edificio dove è stato trovato il polpo è abbastanza vicino alla sponda della Baia di Biscayne, la laguna interna che separa Miami da Miami Beach, una cosa del genere non è mai accaduta. Certo, la marea era eccezionale ma questo non basta a spiegare il curioso ritrovamento, di maree del genere ce ne sono state già anche in passato ma i loro effetti erano stati diversi.

Secondo alcuni esperti infatti quando le condotte di scolo erano state progettate si trovavano ben al di sopra del livello del mare, e anche in caso di alta marea (tente presente si tratta sempre di uno specchio d’acqua interno anche se collegato direttamente con l’Atlantico) l’acqua non riusciva a defluire all’interno degli edifici. In questi ultimi anni invece il sensibile aumento del livello medio del mare dovuto proprio al riscaldamento globale è in grado di produrre effetti così eclatanti. Naturalmente il polpo non è proprio una vittima: per lui gli stretti tubi della rete fognaria rappresentano un’opportunità per cacciare e procacciarsi del cibo ma anche per nascondersi, insomma ha sfruttato l’occasione. Una volta catturato l’animale è stato liberato nuovamente nella Baia.

Foto copertina credits Richard Conlin via Facebook.com