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Il poliziotto no vax che prima di immunizzarsi vuole vedere “se ci sono reazioni avverse a medio o lungo termine”

Federico Zacchei, poliziotto dal 1997 e segretario provinciale a Prato del sindacato di categoria Siap, racconta perché non si è ancora deciso a vaccinarsi nonostante l’obbligo per le forze dell’ordine

poliziotto no vax federico zacchei

“Sono in Polizia dal 1997, il 31 dicembre scorso sono stato sospeso ma mai, nemmeno quando ho dovuto consegnare pistola e tesserino, ho avuto dubbi e anzi né rammarico o astio o momenti di debolezza decisionale. Ho scelto di non vaccinarmi e difendo la libera scelta”. A parlare all’Adnkronos è Federico Zacchei, poliziotto no vax segretario provinciale a Prato del Siap. “Il sindacato che rappresento – spiega – tutela la pluralità dei diritti e delle libertà di ognuno di noi. Ho riflettuto molto prima di fare questa scelta importante, sapendo che avrei perso temporaneamente il servizio, tutte le mansioni annesse, e soprattutto lo stipendio. Ma io faccio il sindacalista perché credo nella difesa diritti e delle libertà e mai come ora ritengo con assoluta fermezza che nessuno possa scegliere per un’altra persona su cosa fare in ambito di trattamenti sanitari, soprattutto quando non c’è stato ancora un ampio dibattito della comunità scientifica”.

Il poliziotto no vax che prima di immunizzarsi vuole vedere “se ci sono reazioni avverse a medio o lungo termine”

Il motivo per il quale Zacchei ha deciso di posticipare la data della sua vaccinazione è presto detto: “Voglio aspettare e vedere se eventualmente ci sono reazioni avverse, a medio o lungo termine dei vaccini. Almeno il beneficio del dubbio, la libertà di essere sottoposto o meno a un trattamento sanitario”. Sul sito dell’Ospedale San Raffaele di Milano, il virologo Roberto Burioni spiega come non esistano vaccini “che abbiano avuto effetti indesiderati comparsi più tardi di 8 settimane dopo la somministrazione”, e che le tecnologie a mRNA (quelle applicate al farmaco di Pfizer e Moderna) sono studiate da decenni. Tra gli appunti che vengono fatti a chi si trova nella sua situazione, no vax ma membro delle forze dell’ordine, c’è il fatto che per il servizio di leva sono già previste diverse vaccinazioni obbligatorie: “Magari è vero – spiega Zacchei – ci hanno iniettato la qualunque, ma si parlava di vaccini molto sperimentati nel tempo di cui si avevano rendicontazioni medico-scientifiche che hanno consentito un uso obbligatorio senza incorrere in grandi percentuali a rischi. E poi sì, noi poliziotti siamo uomini di legge e dobbiamo rispettare la legge, giusto, ma come sindacalista, proprio perché credo tantissimo in questo lavoro e nel ruolo che svolgo, ritengo sia importante mantenere vivo il dubbio in merito alle scelte personali che portano alla produzione di una legge”.