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No alla pillola del giorno dopo per «salvare così vite umane»

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«Un’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale di Voghera, in provincia di Pavia, per due volte ha rifiutato l’ingresso a ragazze che volevano recarsi al reparto di Ginecologia per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo. Secondo quanto scrive oggi La Provincia Pavese l’azienda ospedaliera ha già avviato una inchiesta interna sulla dipendente. “L’ho fatto per motivi di coscienza, non religiosi”, si è giustificata. I due casi, distinti, si sono verificati quando l’infermiera era di turno notturno all’accettazione del pronto soccorso» (Voghera, chiedono la pillola del giorno dopo ma un’infermiera non le fa entrare in ospedale, la Repubblica, 5 ottobre 2014).
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Però non le ha mica minacciate. Voleva solo salvare vite umane!
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Quali vite, però, non è chiaro. La cosiddetta pillola del giorno dopo non è abortiva. La cosiddetta pillola del giorno dopo è contraccezione d’emergenza. L’infermiera deve aver dimenticato di leggere il Position paper sulla contraccezione d’emergenza per via orale redatto il 6 giugno 2011 dalla Società Italiana della Contraccezione (SIC) e dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione (SMIC): «È ampiamente dimostrato che il LNG [levonorgestrel], quando somministrato in fase preovulatoria, interferisce con il processo ovulatorio, per inibizione o disfunzione dello stesso, e previene quindi la fertilizzazione. In particolare, se somministrato prima del picco preovulatorio di LH, È in grado di impedire l’ovulazione nella maggior parte dei casi. Inoltre, è stato evidenziato che nelle donne che assumono il LNG quando i parametri clinici, ecografici ed ormonali sono diagnostici di ovulazione già avvenuta, il LNG non ha alcun effetto. È evidente quindi che il LNG non interferisce con l’impianto dell’embrione, una volta avvenuta la fertilizzazione; ciò, non causa aborto, né è in grado di danneggiare una gravidanza in atto». Non si può invocare alcuna obiezione di coscienza per la pillola del giorno dopo. Non prescriverla somiglia più a una omissione di servizio che a una coscienza sensibile.