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Il pestaggio omofobo al giovane attivista che bacia il compagno | VIDEO

Jeanne Pierre: “Io sono rimasto lì, non avendo paura di affrontarlo e continuando a chiedendogli che problemi avesse”.

Un vero e proprio pestaggio: aggrediti e picchiati perché gay. 26 febbraio 2021, Roma, Stazione ferroviaria di Valle Aurelia. Che, tanto per intenderci, è uno degli snodi principali della Capitale, perché lì chi arriva da fuori può prendere la metro. Eppure, complice la pandemia, in quel momento non c’è tanta gente. E quindi l’aggressore può agire quasi indisturbato. La scena è questa: Christopher Jeanne Pierre Moreno, giovane attivista e rifugiato d’origine latino-americana, è sulla banchina insieme al suo compagno. Si baciano. Dall’altra parte dei binari, e quindi sulla banchina opposta, c’è un uomo con la maglia bianca. Che, fiero di sé, urla: “Ma che cosa fate? Non vi vergognate?”; Jean Pierre, giacca rossa, risponde: “Ma che ti frega?”. Giustamente. E dà un altro bacio al compagno. Allora l’uomo decide di attraversare i binari e raggiungerli con aria minacciosa. Tanto da mettersi “in guardia” (come e dovesse iniziare un incontro di box). Si avvicina a lui, e gli tira un destro. Il compagno di Jean Pierre si allontana, un amico riprende col telefono. Racconta a Gaynews:

Avevamo da poco brindato insieme con un amico per il mio compleanno, che sarebbe stato l’indomani, e stavamo attendendo l’ultimo treno per tornare a casa. Ma io sono rimasto lì, non avendo paura di affrontarlo e continuando a chiedendogli che problemi avesse.

attista gay aggressione 2

Jan Pierre cerca di difendersi dal pestaggio, non scappa. L’uomo gli tira prima un pugno, poi con violenza inaudita anche un calcio. Lui gli dice: “Che vuoi? Non ti ho fatto niente io”. Ma l’aggressore continua, e prende anche un sasso (di quelli che sono appuntiti) dai binari. E li minaccia con quelli. Tanto che Jean Pierre lo avverte: “Chiamo la polizia”. E si placa. Il giorno dopo il giovane è andato in ospedale per essere refertato. Si è poi recato al commissariato, per sporgere denuncia. Oltre al video registrato dall’amico, ci sono le telecamere di sorveglianza della stazione, che hanno ripreso tutto.