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Perché i vigili romani si sono dati malati a Capodanno?

I vigili assenti a capodanno a Roma? «La maggior parte hanno donato il sangue e, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli enti locali, erano esentati dal servizio». A rispondere così all’Adn Kronos è Franco Cirulli, responsabile Uil polizia municipale di Roma Capitale: l’83,5% era assente la notte di capodanno dal lavoro, e per questo il ministero della Funzione Pubblica ha annunciato che è stato attivato l’ispettorato per accertamenti violazioni e sollecito azioni disciplinari. Alla domanda sul perché i vigili abbiano deciso di assentarsi per donare il sangue proprio in concomitanza con una serata impegnativa per la viabilità come quella del 31 dicembre, il sindacalista ha risposto: «Chi ha bisogno di sangue ne ha bisogno sempre, anche la notte di capodanno e di natale. Noi come sindacato, con senso di responsabilità abbiamo sospeso le assemblee, se i vigili hanno donato il sangue assentandosi in modo massiccio è perché glielo consente la legge». Quanto al resto dei vigili assenti, oltre ai donatori di sangue, prosegue il sindacalista, «c’era chi era malato e chi ha usufruito della legge 104», spiega. Lasciando i chi legge l’impressione che farsi prendere in giro così è come aggiungere la beffa al danno.
 
PERCHÉ I VIGILI ROMANI SI SONO DATI MALATI A CAPODANNO?
Ma, al di là delle frescacce dei sindacalisti, perché i vigili romani si sono dati malati a Capodanno? Sul fronte della polizia municipale c’è da tempo un dissidio tra i sindacati e il comando del corpo. Il capo dei vigili Raffaele Clemente ha stigmatizzato «l’atteggiamento di quanti hanno cercato di sabotare, con una diserzione numerica assolutamente ingiustificata, la festa», promettendo che «sarà rigorosamente ricostruita l’intera vicenda a favore delle autorità giudiziaria o di garanzia» e «ogni eventuale condotta illecita sarà sanzionata amministrativamente». «Le divergenze sorte nelle ultime settimane o mesi, sul fronte della rotazione degli agenti o sulla definizione del salario accessorio – ha sottolineato ancora il comandante Clemente – non dovrebbero essere prese a pretesto per venir meno alla propria professionalità e ai propri doveri». Clemente «per riuscire a coprire gli eventi – ha replicato il segretario romano del Sulpl Stefano Giannini – è stato costretto a sguarnire tutta Roma per due intere giornate in quanto ha spostato tutto il personale solo per gestire questo evento, come successe per la partita Roma-Milan e come accadrà di nuovo alla Befana ed al Derby». Come mai? Il rproblema risiede in tre semplici parole: nuovo contratto decentrato.

Una riforma sostanziale sottoscritta dalla giunta Marino senza l’avallo delle sigle sindacali e che, secondo il Campidoglio, non andrà a intaccare lo stipendio di vigili, maestre e dipendenti degli uffici. Lo slogan è “chi lavora di più guadagna di più”, declinato in modo da agganciare le vecchie indennità ai ruoli, alle funzioni e alla turnazione: in una parola alla “produttività”, criterio che sostituisce tutti quei vecchi istituti contrattuali giudicati non applicabili dal Mef.
Per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo, ad esempio, ci saranno trasferimenti verso Municipi e gli uffici maggiormente congestionati dall’afflusso di cittadini: in questo modo, con l’introduzione dei turni per i lavoratori (dalle 8 alle 15 o dalle 13 alle 20), sarà possibile mantenerli aperti dalle 8.30 del mattino alle 20. I vigili urbani, invece, verranno premiati per la loro disponibilità a orari flessibili e a svolgere funzioni operative. L’obiettivo è portare più agenti in strada (si parla di 1000-1500 in più rispetto ad ora), sgravando il corpo di polizia municipale da una parte di compiti che attualmente svolgono, dalle verifiche anagrafiche alle notifiche amministrative. Verrà riorganizzato anche il personale scolastico, in modo da contenere i costi, eliminando alcune indennità (da quella per arrivare puntuali in classe ai premi per i colloqui con i genitori).
Inoltre, con il nuovo contratto decentrato, entrerà in vigore un “sistema integrato di valutazione del personale”: gli obiettivi dei singoli dipendenti verranno legati a quelli della dirigenza in modo tale, dicono dal Campidoglio, “che ognuno abbia interesse a remare nella stessa direzione”. La novità maggiore riguarda la cosiddetta “misurazione delle prestazioni” che fino a ieri era legata unicamente alla presenza in servizio. Ora, invece, bisognerà raggiungere specifici traguardi e garantire i livelli minimi di presenza annuale sul lavoro. Verranno puniti, dunque, tutti i dipendenti assenteisti.

La guerra dei pizzardoni alle nuove regole si era imposta anche a Capodanno: i sindacalisti erano riusciti a ottenere l’astensione di massa dal “Modulo di Capodanno”, il piano di straordinari che avrebbe dovuto garantire 700 agenti al lavoro il 31 dicembre. Insieme, avevano convocato due assemblee sindacali dalle 21 alle 24 e da mezzanotte alle 3, che si sarebbero dovute tenere proprio per giustificare l’astensione dei vigili senza pericoli per stipendi e sanzioni. La Commissione di Garanzia sugli scioperi aveva censurato, e Clemente, come raccontava il Tempo l’altroieri, ha inviato nel pomeriggio del 31 gennaio “una nota a tutti i gruppi dove si affermava con forza che «non è possibile dar corso alle assemblee generali come indicato dalle organizzazioni sindacali» per «motivi eccezionali». Allo stesso tempo, il Comando si è messo al lavoro per recuperare personale fra gli agenti già in ferie concordate e quelli assenti per donazione sangue, malattia e malattia bambino. Una corsa contro il tempo che, tuttavia, dovrebbe funzionare soltanto in parte. Ieri sera, infatti, i certificati medici arrivati a via della Consolazione erano già tantissimi: 90, ad esempio, solo dal Gruppo I Trevi e altri 34 dal Gruppo V Prenestino. «Sarà difficile andare oltre le 300 unità», affermano i ben informati”. Tutto quello che sarebbe successo il giorno dopo è stato anticipato dal quotidiano della Capitale. Strano che il mattino dopo fossero tutti così sorpresi.

Il vigile, film di Luigi Zampa (Locandina)
Il vigile, film di Luigi Zampa (Locandina)

LA FINE DEGLI ABUSI?
Adesso cosa accadrà ai pizzardoni ribelli? L’Autorita’ di garanzia per gli scioperi aprirà un procedimento di valutazione sulle massicce assenze dei vigili urbani di Roma la notte di Capodanno: qualora venga rilevato un nesso tra la mobilitazione sindacale e le assenze, arriveranno anche le sanzioni. «Come già accaduto in passato – si legge in una nota – qualora l’Autorità verificasse un nesso causale tra la mobilitazione organizzata dai Sindacati, sui quali l’Autorità si era già pronunciata, e le assenze per malattia (che saranno verificate sulla scorta dei dati forniti dall’Amministrazione), non esiterà ad adottare le sanzioni, che la legge prevede. Non è accettabile che a subire gli effetti della protesta siano i cittadini utenti; la legge 146 del 1990 – ricorda la nota – disciplina l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici e solo all’interno delle regole da essa previste è possibile scioperare». Matteo Renzi annuncia su Twitter che per evitare casi come questi il governo si impegna a fare la riforma della Pubblica Amministrazione. Gli fa eco il ministro preposto, Marianna Madia. «Matteo Renzi decida se noi siamo Polizia o impiegati», è invece il messaggio lanciato al presidente del Consiglio dal segretario del Sulpl di Roma, Stefano Giannini, intervistato dall’agenzia di stampa Dire sull’assenza dell’83,5% dei vigili urbani della Capitale la notte di Capodanno. «C’è una confusione – ha spiegato – frutto della mancata riforma della Polizia locale, che noi chiediamo da anni. Ora il Governo deve impegnarsi per mettere definitivamente un punto su questo. Perché al momento siamo considerati forze di Polizia quando gli fa comodo e impiegati in altri casi…». Insomma, nessun arretramento, nessuna risposta. I romani si consoleranno pensando che molto spesso, senza vigili, il traffico a roma scorre molto meglio.