Attualità

Il Giornale e la bufala della Kyenge che difende l'assassino di Catania

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Succede da un po’ di tempo a questa parte che nascano siti e pagine Facebook che fanno della diffusione di notizie false sugli immigrati allo scopo di aizzare laggente e aumentare il numero di visite. Il caso più eclatante è quello di Senzacensura.eu, il sito il cui gestore è stato denunciato per istigazione alla discriminazione razziale per aver pubblicato una serie di false notizie su extracomunitari, immigrati e i loro presunti crimini ai danni degli onesti e innocenti italiani. Ma non è l’unico caso, la Rete è piena di siti fogna e pagine Facebook spazzatura che giocano a chi la spara più grossa. Ma cosa succederebbe se a soffiare sul fuoco della retorica xenofoba non fossero solo siti improvvisati gestiti da laureati in YouTube e Google ma anche rinomati quotidiani? Ad esempio potremmo leggere titoli come questo oppure come quelli con i quali sono usciti Libero e il Giornale dopo l’omicidio dei coniugi Solano.

La finezza di usare le virgolette
La finezza di usare le virgolette

Succede che nel famoso quotidiano fondato da Indro Montanelli abbiano deciso di buttarsi a capofitto nella vicenda, la “notizia” del giorno è che Cécile Kyenge si sarebbe schierata a difesa del giovane ivoriano arrestato con l’accusa di essere l’assassino della coppia di Palagonia. Secondo Claudio Cartaldo la Kyenge difende il presunto colpevole perché ha ricordato, in un’intervista ad Affaritaliani che la responsabilità di un reato è individuale e non etnica, ovvero non si può incolpare un popolo (o una comunità) per le colpe di un singolo. Ce lo ricorda Valigia Blu che in un tweet risponde al lancio del Giornale:


Ed in effetti se si va a leggere la dichiarazione dell’eurodeputata PD (che agli occhi dei giornalisti del Giornale ha la colpa di essere anch’essa un’immigrata) è davvero difficile trovare una difesa (anche solo virgolettata) del presunto assassino:

Mi dispiace per le persone morte e anche per la famiglia, mi dispace per quello che è successo, ma oggi se c’è un messaggio che noi politici dobbiamo far passare alla popolazione che ci ascolta è che il crimine non può essere etnicizzato. In questo momento è chiaro che la morte di due persone care è una brutta cosa e di fronte a questo fatto faccio le mie condoglianze alla famiglia delle vittime. Ma al di là del dolore il mio impegno politico è quello di far capire alla popolazione che ogni persona risponde delle sue responsabilità che non può essere generalizzata a una comunità o a una categoria di persone. Chiunque delinque deve rispondere davanti alla legge, che sia italiano o straniero. La resposanbilità di un atto criminale riguarda la persona. Dobbiamo quindi uscire da questa polemica e da questa strumentalizzazione per dare risposte che non possono essere quelle di governare l’immigrazione facendo paura alla popolazione

La Kyenge anzi sostiene che chi commette un crimine debba essere condannato, a prescindere dal fatto che sia italiano o straniero. Il suo compito però non è quello di sostituirsi alla Magistratura, il suo ruolo è politico e in quanto tale deve il suo compito è quello di mettere a disposizione della popolazione gli strumenti che consentano la convivenza pacifica tra persone che provengono da paesi diversi. La strumentalizzazione del caso non è quella della figlia delle due vittime che accusa lo Stato di essere responsabile di quanto accaduto. La strumentalizzazione è quella dei giornali che vogliono fomentare l’odio verso tutti gli stranieri (ad esempio in questo caso verso la Kyenge) sfruttando il dolore della figlia di Vincenzo e Mercedes. C’è da chiedersi cosa succederebbe, in un Paese normale a coloro che istigano alla discriminazione razziale pubblicando notizie false e tendenziose.