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Paul Pogba che sventola la bandiera della Palestina all’Old Trafford

Insieme a lui anche il compagno di squadra Amad Diallo. Poco dopo è arrivata la risposta di Eran Zahavi, israeliano e centrocampista del PSV

Si sa: lo sport, soprattutto se si tratta di calcio (e in Europa), non è solo sport. Dal campo possono partire messaggi sociali, religiosi e politici. Come è successo ieri, quando il campione di calcio francese Paul Pogba, insieme ad Amad Diallo, ha sventolato la bandiera della Palestina. Lo ha fatto platealmente, davanti alle videocamere che -sapeva- avrebbero trasmesso e fatto arrivare quelle immagini in tutto il mondo. Perché per dare questo messaggio non si è limitato a pubblicare un post o un video sui social, ma ha bensì deciso di sventolare la bandiera della Palestina dall’Old Trafford, al termine dell’ultima gara casalinga del Manchester United. Vero: senza (troppi) spettatori. Ma l’immagine ha fatto il giro del mondo, proprio nel momento in cui in quella parte del mondo si sta consumando l’ennesimo scontro tra Israele e Palestina. Paul Pogba e Amad Diallo hanno manifestato il proprio sostegno subito dopo aver pareggiato 1-1 contro il Fulham. Dopo il triplice fischio è infatti arrivato un tifoso conta bandiera, e gliel’ha consegnata.

La reazione a Pogba che sventola la bandiera della Palestina di Eran Zahavi, calciatore israeliano

Non tutti hanno presa bene. A partire da quelli che come lui sul terreno di gioco di ci vivono. Parliamo di Eran Zahavi, calciatore centrocampista del PSV, israeliano. Dopo aver visto quelle immagini ha infatti creato un fotomontaggio e cambiato la bandiera palestinese che i due calciatori avevano tra le mani con una bandiera israeliana. E scrivendo, a mo’ di provocazione: “Grazie ragazzi per il vostro sostegno”. Tutto questo lo ha fatto su alcune storie pubblicate su Instagram. Dopo questa infatti, il calciatore israeliano ne ha infatti pubblicate anche altre per spiegare in cosa e perché – secondo lui – i due calciatori sbaglino a schierarsi a favore della Palestina. Insomma, al di là di chi abbia torto o meno, tutto ciò fa ragionare ancora di più sul valore (e, semmai, i valori) che può avere e dare lo sport.