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Patrizia Bedori e i soliti complotti M5S

patrizia bedori complotti m5s 2

Dopo l’addio alla candidatura a sindaca di Milano ufficializzato ieri durante un’assemblea degli attivisti meneghini Patrizia Bedori decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E ce l’ha, come da copione a 5 Stelle, con la stampa che l’ha dipinta come “casalinga e disoccupata” – in senso denigratorio, sostiene lei – raggiungendo interessanti vette di pathos grammaticale e di vittimismo allo stesso tempo. Lo sfogo non poteva non aver luogo su Facebook, visto lo scarso spazio riservatole sul blog di Beppe Grillo fin dall’inizio della sua campagna elettorale:

Avete usato volutamente termini come casalinga e disoccupata per offendermi, volevo dirvi che per me non sono offese.
Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente come la cura degli anziani, che l’Italia sta in piedi.
Si il famoso welfare è sopratutto sorretto da loro.
Io invece vi ringrazio perché senza di voi donne, che silenziosamente giorno dopo giorno dedicate la vostra vita agli altri come solo una donna può fare senza chiedere nulla in cambio.
Mi avete dato della disoccupata usando questa parola in maniera denigratoria, negativa, come dire sfigata. Sappiate che non ero in cerca di una cadrega. E ve lo ho dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, ma quello che è più grave che avete offeso milioni di cittadini a cui è stata tolta la dignità, a cui lo stato nega anche un reddito minimo di sopravvivenza.

Patrizia Bedori e i sassolini

Poi la Bedori passa in rassegna anche una serie di nemici interni, tra cui qualcuno che ha rubato l’identità a un assessore milanese per offenderla, un certo Tonino Silvestri che l’ha insultata su Facebook e l’ex grillina Serenella Fucksia, che sulla sua pagina Facebook aveva pubblicato un paio di status su di lei ma prendendosela soprattutto con la Casaleggio:

Avete rubato l’identità di un assessore milanese ( che ringrazio per aver subito presi provvedimenti) per offendermi, sappiate che siccome siete codardi e vi siete nascosti come solo gli infami sanno fare, sia l’assessore che io vi abbiamo denunciati e a breve la giustizia farà il suo corso perché sanno chi siete.
A Tonino Silvestri nato a Spinetoli che ha detto “brutta grassa e obesa” “fuori a calci nel culo” non dico niente poiché le sue parole si commentano da sole ma sopratutto si commenta la sua pagina FB. Ti voglio regalare 1 minuto di notorietà. Poi rientrerai nell’oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma sopratutto da quello che fanno.
Viceversa Serenella Fucksia tu l’hai avuto il tuo momento di notorietà. Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno.
Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire. Tutto torna, anche se sono una ” nulla facente super cazzolara svogliata” come mi hai descritta.

E chiude con un ringraziamento agli elettori che l’hanno sostenuta: «Invece vorrei ringraziare le centinaia anzi migliaia di persone vere che mi hanno lasciato commenti meravigliosi. Mi avete scaldato il cuore, io ci sono e ci sarò perché credo fermamente che solo attraverso l’impegno quotidiano possa avvenire il cambiamento. Un abbraccio avvolgente a tutti voi». Riguardo Tonino Silvestri, a leggere lo status che le ha dedicato, si capisce che era ironico e voleva invece sostenere la candidata.

Il grande (?) ritorno di Giovanni Favia

Intanto, in omaggio al “Rieccolo” di fanfaniana memoria, scende in campo Giovanni Favia, cacciato dal MoVimento 5 Stelle all’epoca in cui venne beccato a parlare bene di Casaleggio e Grillo in favore di telecamera e sputtanarli a telecamera spenta, come certificò all’epoca Piazzapulita.

Dire “ho deciso da sola” è come mentire. Il comportamento del cda del partito di Grillo e Casaleggio nei confronti della Bedori, ha un nome ben preciso: mobbing. E’ un mobbing politico. Non ti invitano alle riunioni, non ti telefonano, non ti fanno fare le conferenze stampa alla Camera, non ti spingono con la giusta enfasi sul sacro blog. Il tutto mentre l’arrembante e telegenica Raggi (o lo scarsissimo spione Bugani che a Bologna non ha la stima nemmeno della sua base) è spinta all’inverosimile.Ti lasciano sola e ti portano a lasciare, ti umiliamo, ti dicono con le azioni “Non ti vogliamo”. Non hanno nemmeno il coraggio di prendersi le loro responsabilità. Io ne so qualcosa. Prima dello scontro pubblico con Casaleggio passai otto mesi così. Di quel periodo ho proprio il ricordo e ancora il sapore in bocca della loro codardia, del coniglio nascosto dietro al blog. Sono più subdoli di quei segretari di partito di una volta che non nascondevano le loro decisioni dietro supercazzole varie. I nuovi, spesso sono peggiori dei vecchi.

Favia comincia accusando la Bedori di aver mentito perché in realtà, fa sapere l’informatissimo ex Cinque Stelle, in realtà è stata mobbizzata (a sua insaputa). Come prova di tutto ciò Favia cita il fatto che la Bedori non sia stata invitata alle riunioni. In realtà, la questione delle riunioni era stata tirata fuori dalla stessa Bedori, che aveva dichiarato di non aver saputo nulla di un incontro svoltosi sabato alla Casaleggio. Ma l’incontro, come raccontato dal Corriere della Sera, riguardava il possibile allargamento del direttorio e un colloquio con Marcello De Vito: la Bedori e Milano non c’entravano nulla. Poi favoleggia di uno “scontro pubblico” con Casaleggio, elegantemente glissando su quello che l’ha provocato.

Infine, l’ultimo atto d’accusa:

Bedori è fuori dagli standard comunicativi della politica-marketig in salsa casaleggese. E’ un errore del sistema scampato alle buffonarie online. Punto. Un partito che è solo un flusso di marketing, senza alcuna base culturale seria, per avere successo può vivere solo di immagine e di demeriti altrui. Il Casaloggione lo sa. L’Italia doveva cambiare sul serio, non si meritava questo. Ora ancora una volta si dovrà aspettare, e lasciare lavorare il tempo, che col suo incedere goccia goccia asfalta qualsiasi cosa. Vai tempo, fa in fretta che poi ripartiremo!

Leggi sull’argomento: Il video di Patrizia Bedori che piange e rinuncia alla candidatura a Milano