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Patrizia Bedori non più candidata sindaca M5S a Milano?

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La candidata sindaca a Milano per il Movimento 5 Stelle, Patrizia Bedori, ha messo a disposizione la sua candidatura, dopo un confronto con gli attivisti milanesi: secondo quanto si è appreso, deciderà insieme a loro entro l’inizio della prossima settimana se restare in campo o ritirarsi. La sua candidatura non avrebbe ancora convinto tutti, creando malumore all’interno del Movimento 5 Stelle.

Patrizia Bedori non più candidata M5S a Milano?

La Bedori, raccontano fonti qualificate all’Adnkronos, ieri avrebbe condiviso la volontà di ritirarsi con gli attivisti del Movimento a lei più vicini. La Bedori, scrive sempre l’ADN, ieri non ha preso parte alla riunione alla Casaleggio associati con i vertici del Movimento, presente anche Beppe Grillo. Ma avrebbe annunciato la sua volontà di fare un passo indietro nel corso di una riunione con alcuni militanti. Quarantott’ore di tempo per sciogliere la riserva, ma già in passato Bedori aveva comunicato dubbi alle persone a lei più vicine, fiaccata dallo scarso entusiasmo dei vertici, Casaleggio in particolare, sulla sua corsa da primo cittadino. Bedori, 52enne, disoccupata, si era aggiudicata le primarie grilline l’8 novembre scorso, con 74 voti all’attivo. Aveva avuto la meglio per un solo voto su Livio Lo Verso, secondo classificato, che aveva annunciato tuttavia di non volersi più candidare per il consiglio comunale per ‘motivi personali’. Per questo, se Bedori dovesse confermare la volontà di ritirare la propria candidatura, al suo posto dovrebbe – salvo cambi di scenario – subentrare il terzo classificato, Gianluca Corrado, legale 39enne all’epoca dato per favorito tra i 5 Stelle. Alla fine di gennaio il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Emanuele Buzzi, raccontò che la Bedori era stata invitata a rinunciare alla candidatura:

Secondo indiscrezioni Alessandro Di Battista, nei giorni scorsi, avrebbe proposto al direttorio e ai parlamentari di intervenire per cercare soluzioni: il Movimento, infatti, teme uno scivolone nei consensi in una città giudicata fondamentale per importanza strategica (anche in vista delle Politiche). E corre ai ripari. Pesa nelle considerazioni di attivisti ed eletti l’impatto mediatico ottenuto dalla pentastellata, giudicato «scarso», specie se paragonato ad aspiranti sindaci in altre città.
A complicare la situazione anche alcune uscite pubbliche — come un evento promosso dai City Angels — in cui la sua presenza è risultata poco visibile rispetto ai suoi concorrenti. O ancora di più ha inciso il giudizio tagliente di Dario Fo («La ragazza che è stata scelta mi preoccupa molto, il problema è vedere poi se è in grado di gestire qualcosa di così grande»).

La notizia del passo indietro è piombata a sorpresa anche sui vertici stellati, cogliendo di sorpresa Grillo, Casaleggio e direttorio. Nessun chiarimento, al momento, con Bedori. “Ma a questo punto, il dado è tratto – spiega una fonte qualificata all’Adnkronos – abbiamo bisogno di candidati che sappiano bene quel che vogliono: andare al governo della città. Bedori tentenna per l’ennesima volta. Che ci ripensi o meno, ormai per noi è fuori”. All’epoca dell’articolo sul Corriere la notizia del suo ritiro venne smentita sulla sua pagina fan dalla Bedori, ma non dal blog di Beppe Grillo. Oggi molti sul profilo le chiedono cosa stia succedendo:

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I commenti sulla pagina di Patrizia Bedori dopo l’uscita della notizia del probabile ritiro

Ipotesi di complotto renziana

I renziani del Pd si dichiarano convinti di un gioco di sponda fra Silvio Berlusconi e Gianroberto Casaleggio sulle prossime elezioni Comunali, in particolare sulle partitissime di Roma e Milano. “Tra Roma e Milano – ha dichiarato Ernesto Carbone, esponente della segreteria Pd– scambio di favori tra destra e M5s. A Roma, Berlusconi omaggia la Raggi e di fatto da il suo appoggio a Casaleggio per la corsa nella Capitale. A Milano, Casaleggio fa ritirare la sua candidata, da lui mai apprezzata, e appoggia la corsa della destra. A proposito la Raggi si domandava come faceva Berlusconi a sapere che fosse una brava avvocatessa, forse glielo avrà suggerito il suo amico Cesare”. “Spero che a questo punto – ha affermato la vicecapogruppo Pd alla Camera Alessia Morani  – il direttorio del M5s la smetta con la storiella dei candidati scelti dai cittadini e riconosca che decide solo Casaleggio per puri calcoli elettorali. A Roma con la candidata che i consensi li riscuote sì, ma da personaggi come Berlusconi e Taormina, a Bologna con un candidato imposto e ora a Milano dove certo ne spunterà uno gradito al guru, e così via di farsa in farsa. Come a Napoli con il misterioso voto per pochi amici. La realtà è che dei cittadini veri e delle loro esigenze se ne fregano nel modo più netto”. “Ancora deve iniziare la campagna elettorale e la candidata dei cinquestelle a Roma già spartisce futuribili poltrone col suo collega De Vito, che sarebbe stato destinato da Casaleggio alla presidenza del consiglio comunale. Siamo al peggio della vecchia politica”. É quanto dichiara il deputato del Partito democratico Ernesto Magorno, in riferimento a quanto riportato sul “Corriere della Sera”. “Nel solito vertice fiume a Milano ala Casaleggio Associati – ha aggiunto il deputato Ernesto Magorno – vengono prese le decisioni anche per Roma. I cinquestelle, dopo aver scelto la propria candidatura con poche centinaia di voti, ora trattano anche tra di loro con logiche spartitorie che di nuovo hanno ben poco. Il vero leader occulto, il guru Casaleggio, dopo aver imposto la Raggi ora vuole distribuire poltrone per evitare divisioni interne. Non hanno ancora fatto i conti con i romani”.