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Referendum: i partigiani dell'ANPI stanno con Casapound?

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Infuria da qualche giorno una polemica tutta interna al PD, appassionante come solo le polemiche interne al Partito Democratico sanno essere di questi tempi in cui nemmeno all’Isola dei Famosi si è riusciti ad assistere ad un litigio in grado di far sussultare le lancette dell’Auditel. Argomento del contendere è il referendum sulle riforme costituzionali al quale saremmo chiamati a votare in autunno; la questione che qui ci interessa non è al momento se votare Sì o No (ed eventualmente perché) ma lo scambio di battute da tra Gianni Cuperlo e Maria Elena Boschi. Il primo, che fa parte della minoranza Dem, ha detto che chi vota Sì sono quelli che votano con Verdini, la Boschi ha replicato dicendo che chi vota no, vota no come Casa Pound.

Cosa ha detto Maria Elena Boschi su chi vota No e Casa Pound

Subito sui migliori Internet si è scatenata la gara a chi avrebbe detto per primo che la Boschi accusava i sostenitori del No di essere fascisti. E siccome per il No si è schierata anche l’ANPI qualcuno ha pensato bene di dire che la Boschi avrebbe detto che l’ANPi è come Casa Pound. Niente di tutto questo ovviamente è vero, perché il Ministro delle Riforme ha genericamente parlato di quelli che voteranno No, precisando durante una riunione della Direzione del Partito Democratico che stava facendo riferimento principalmente a quegli esponenti che accusavano i sostenitori del Sì di votare con Verdini. La Boschi, ha precisato lei stesa durante la Direzione, non intendeva fare un’equiparazione ma solo prendere atto del fatto che il fronte del No comprende anche Casa Pound:

Ora vorrei rispondere a Gianni. Più volte io ho sentito equiparare chi vota sì alle riforme costituzionali a Verdini dicendo che vota si vota insieme Verdini. Io in un incontro pubblico mi sono limitata a dire che chi vota no, vota no come Casa Pound. Non ho fatto una valutazione di merito, equiparazioni, ho semplicemente fatto una costatazione di un dato oggettivo, di un dato di fatto che può piacere o no ma è così nella sua banalità: chi vota no vota no così come voterà no Casa Pound.

Così come il fronte del Sì e il Governo hanno al loro interno Verdini. Ma mentre Verdini è di fatto alleato con il Governo del quale la Boschi è ministro Casa Pound non è alleata con l’ANPI o con la minoranza Dem contraria alla riforma costituzionale. Come ha fatto notare ieri Maurizio Crozza a Di Martedì un conto è votare come Casa Pound, un conto è votare con Verdini: «se io vado tutte le sere a letto presto come un prete, non è lo stesso che dire che io vado a letto presto tutte le sere con un prete».
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Cosa voterà l’ANPI

È vero che l’ANPI si è espressa a favore del No al referendum sulla riforma del Senato e della legge elettorale dopo una riunione del Comitato Nazionale del 21 gennaio. Riunione dalla quale è scaturita la linea dell’ANPI in merito alla questione referendaria e dove viene ribadito che «l’ANPI esclude la collocazione della battaglia referendaria nel recinto di un qualsiasi schieramento politico, nonché ogni altra opzione politica che non sia quella, appunto, della salvaguardia della Costituzione». Si capisce così – qualora ce ne fosse bisogno – che l’ANPI non sta con Casa Pound sul Referendum allo stesso modo in cui il Governo che lavora per riportare a casa i Marò (giusto per citarne una) non sta con i fascisti del terzo millennio. Per tacere del fatto che è difficile credere che quelli di Casa Pound votino No per difendere una Costituzione che è nata dopo la vittoria sul nazifascismo. Più recente è la lettera inviata dal presidente Carlo Smuraglia ai presidenti dei comitati provinciali dell’Associazione dove si ragiona su quanto sia vincolante la decisione presa il 21 gennaio. Costituisce un obbligo per tutti gli iscritti all’ANPI a votare No? In linea di principio, spiega Smuraglia, dovrebbe essere così ma

abbiamo sempre affermato che la nostra è un Associazione pluralista, per cui è lecito anche avere opinioni diverse. Altra cosa, però, sono i comportamenti. È certo che ognuno può pensarla come vuole; ed è altrettanto certo, che quando si voterà, ognuno sarà libero di votare secondo coscienza. Si può andare più in là di questo? C’è da ritenere di no, perché altrimenti ne andrebbe della stessa immagine dell’ANPI. Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per aver disobbedito,ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione.

Così come la Boschi non ha detto che l’ANPI è fascista o che l’ANPI sta con i fascisti non è nemmeno vero che l’ANPI sta con Casa Pound. L’ANPI “sta con” il No al Referendum, ma non con tutto il fronte del No o tutti Comitati del No, semmai solo con quelli che ANPI sta organizzando insieme all’ARCI. A dirla tutta non è nemmeno vero dire che tutti gli iscritti all’ANPI voteranno No, visto che tra i centoventimila iscritti più di qualcuno è iscritto al PD e ha intenzione di votare Sì. Possiamo dire lo stesso di Casa Pound?