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Referendum: i partigiani dell'ANPI stanno con Casapound?

Giovanni Drogo|

ANPI referendum casa pound no - 2

Infuria da qualche giorno una polemica tutta interna al PD, appassionante come solo le polemiche interne al Partito Democratico sanno essere di questi tempi in cui nemmeno all’Isola dei Famosi si è riusciti ad assistere ad un litigio in grado di far sussultare le lancette dell’Auditel. Argomento del contendere è il referendum sulle riforme costituzionali al quale saremmo chiamati a votare in autunno; la questione che qui ci interessa non è al momento se votare Sì o No (ed eventualmente perché) ma lo scambio di battute da tra Gianni Cuperlo e Maria Elena Boschi. Il primo, che fa parte della minoranza Dem, ha detto che chi vota Sì sono quelli che votano con Verdini, la Boschi ha replicato dicendo che chi vota no, vota no come Casa Pound.

 

Cosa voterà l’ANPI

È vero che l’ANPI si è espressa a favore del No al referendum sulla riforma del Senato e della legge elettorale dopo una riunione del Comitato Nazionale del 21 gennaio. Riunione dalla quale è scaturita la linea dell’ANPI in merito alla questione referendaria e dove viene ribadito che «l’ANPI esclude la collocazione della battaglia referendaria nel recinto di un qualsiasi schieramento politico, nonché ogni altra opzione politica che non sia quella, appunto, della salvaguardia della Costituzione». Si capisce così – qualora ce ne fosse bisogno – che l’ANPI non sta con Casa Pound sul Referendum allo stesso modo in cui il Governo che lavora per riportare a casa i Marò (giusto per citarne una) non sta con i fascisti del terzo millennio. Per tacere del fatto che è difficile credere che quelli di Casa Pound votino No per difendere una Costituzione che è nata dopo la vittoria sul nazifascismo. Più recente è la lettera inviata dal presidente Carlo Smuraglia ai presidenti dei comitati provinciali dell’Associazione dove si ragiona su quanto sia vincolante la decisione presa il 21 gennaio. Costituisce un obbligo per tutti gli iscritti all’ANPI a votare No? In linea di principio, spiega Smuraglia, dovrebbe essere così ma

abbiamo sempre affermato che la nostra è un Associazione pluralista, per cui è lecito anche avere opinioni diverse. Altra cosa, però, sono i comportamenti. È certo che ognuno può pensarla come vuole; ed è altrettanto certo, che quando si voterà, ognuno sarà libero di votare secondo coscienza. Si può andare più in là di questo? C’è da ritenere di no, perché altrimenti ne andrebbe della stessa immagine dell’ANPI. Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per aver disobbedito,ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione.

Così come la Boschi non ha detto che l’ANPI è fascista o che l’ANPI sta con i fascisti non è nemmeno vero che l’ANPI sta con Casa Pound. L’ANPI “sta con” il No al Referendum, ma non con tutto il fronte del No o tutti Comitati del No, semmai solo con quelli che ANPI sta organizzando insieme all’ARCI. A dirla tutta non è nemmeno vero dire che tutti gli iscritti all’ANPI voteranno No, visto che tra i centoventimila iscritti più di qualcuno è iscritto al PD e ha intenzione di votare Sì. Possiamo dire lo stesso di Casa Pound?