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Parla il pm del caso Grillo: "Siamo vicinissimi alla soluzione della vicenda"

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“Non passerà molto tempo, presto questa vicenda sarà definita”. A parlare è il procuratore capo di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, che risponde indirettamente a Beppe Grillo e al suo video che ha messo nel mirino gli inquirenti che indagano sul caso di stupro di gruppo in cui sarebbe coinvolto il figlio Ciro, accusati dal garante M5S di eccessiva lentezza. Capasso ha fatto sapere di essere ormai vicini alla conclusione delle indagini preliminari, il che significa che tra poco sapremo se Ciro Grillo e i tre ragazzi indagati saranno rinviati a giudizio oppure si procederà con l’archiviazione.

Quel selfie che mette in difficoltà la posizione di Ciro Grillo

Ma intanto si infittiscono i particolari sui contenuti video e fotografici rinvenuti nel telefonino dei presunti carnefici. In particolare, come riporta oggi “la Repubblica”, “gli investigatori avrebbero trovato nel telefonino del rampollo di casa Grillo un selfie considerato particolarmente incriminante per lui. Poi ci sono le intercettazioni compiute dalla Compagnia dei carabinieri di Milano-Duomo prima delle perquisizioni e dei sequestri dei cellulari nel capoluogo ligure: ulteriori elementi di prova della notte folle del 17 luglio
2019. Protagonisti quattro giovani della Genova bene, all’interno della villa del Guru dei grillini, a Porto Cervo. Con Ciro c’erano Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, tutti poco più che ventenni. Tutti indagati di violenza sessuale di gruppo per avere abusato della diciannovenne S.J. e dell’amica e coetanea R.M, “entrambe costrette prima a bere alcol”.

Toninelli: “L’avvocata della ragazza è la stessa di Salvini”

Poi, inevitabilmente, accanto alla cronaca, c’è la politica, che in queste ore infiamma il dibattito, con l’ex ministro delle Infrastrutture e uno dei big del Movimento 5 Stelle, Danilo Toninelli, che va all’attacco sottolineando come le famiglie delle due ragazze abbiano scelto di farsi difendere dall’avvocato Giulia Bongiorno, ministro nel Primo Governo Conte. “La senatrice della Lega è stata presa gratuitamente per strumentalizzare politicamente una roba del genere” affonda Toninelli a “Zona bianca” su Rete 4. Ma di tutto questo Capasso comprensibilmente non vuol sentire parlare, così come evita accuratamente di fornire ulteriori particolari sull’indagine in corso, limitandosi a sottolineare che è ormai in dirittura d’arrivo, provando a rassicurare in questo modo chi, come Beppe Grillo e parte dell’opinione pubblica a lui vicina, aveva sottolineato i tempi lenti per arrivare o meno al rinvio a giudizio. Ancora “la Repubblica”:

“Di questa indagine non posso e non voglio parlare: questo ufficio ha il dovere di tutelare i soggetti interessati a questa vicenda. Tutti» ripete il capo della Procura di Tempio Pausania. E sottolinea che ‘da quando è esploso questo caso, non ho mai parlato con alcun giornalista’. Adesso decide di farlo, ma in presenza di un ispettore di polizia e di un carabiniere. I testimoni. Poche parole di cortesia. Poi un caffè offerto alle macchinette, a tenuta distanza in zona rossa. Null’altro. ‘Ma non è sempre così: si parla quando ci sono notizie ostensibili, questa volta no’, ripete.”

Chi è Gregorio Capasso, il procuratore capo di Tempio Pausania che segue il caso di Ciro Grillo

Sempre “la Repubblica” traccia un breve profilo di Gregorio Capasso, il procuratore capo di Tempio Pausania che segue il caso di Ciro Grillo.

“Capasso, già finito nelle intercettazioni di Luca Palamara, il presidente dell’Anm coinvolto nel “mercato delle toghe”, vuole tenere un profilo basso. Il magistrato che da giovane faceva il chitarrista confessa: ‘È il canto del cigno’. A 57 anni. La sua “stelletta” al petto, e che ostenta, è l’indagine sulla massoneria in Italia, fatta a Palmi da pm insieme al procuratore Agostino Cordova. Nel ’94. Poi a Latina sempre come sostituto procuratore, nel 2018 passa a Tempio Pausania come capo. In Gallura, un territorio che dal punto di vista giudiziario copre tutta la Costa Smeralda fino a Nord della Sardegna. In questo triangolo di poche anime in inverno, che decuplica la sua popolazione in estate, gravitano nomi di spessore. Tant’è che per questa vicenda Capasso e il pm Laura Bassani sono stati attaccati duramente dall’ex comico, che dal suo blog ha chiesto “perché questi quattro c… se sono così pericolosi non li avete arrestati?”. Il procuratore non risponde: «Non è il momento, non mettetemi in difficoltà».

La controffensiva di Beppe Grillo

Intanto Beppe Grillo è pronto a dare battaglia fino in fondo, e per farlo ha già ingaggiato un medico legale: si tratta di Marco Salvi, che, nelle intenzioni della famiglia Grillo, dovrà dimostrare, attraverso le foto e i video, che la presunta vittima di stupro fosse in realtà consenziente. La battaglia giudiziaria è entrata nel vivo. Quella politica è appena cominciata, per quel vizio tutto italico di incrociare fatti personali e fatto pubblico senza soluzione di continuità. Una degenerazione a cui Beppe Grillo, con quel video di un minuto e mezzo ormai notissimo, ha dato un contributo decisivo. Col risultato che una vicenda giudiziaria tutto sommato di secondo o terzo piano è diventato nel giro di qualche giorno il tema di apertura di tutti i principali giornali italiani. Se si tratterà di una pessima mossa dal punto di vista giuridico lo sapremo nei prossimi mesi. Quel che è certo è che si tratta di una Waterloo dal punto di vista della comunicazione. Ed è l’ultima cosa che ti aspetti da uno che sulla comunicazione ha costruito la sua intera carriera e un partito che da zero è arrivato al governo di un Paese.