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Park Geun-hye: la caduta della principessa della Corea

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La principessa della Corea del Sud è caduta. Park Geun-hye è stata destituita dalla Corte Costituzionale. La decisione, senza precedenti nella storia recente sudcoreana, è stata presa all’unanimità dagli otto giudici. La presidente è accusata di corruzione, estorsione, abuso di potere, rivelazione di segreti d’ufficio e fuga dalle responsabilità. Ora che è stata destituita, Park – indagata in un’inchiesta su un colossale sistema di corruzione e tangenti, messo in piedi da una sua fidata quanto ambigua consigliera, Choi Soon-sil- è rimasta priva dell’immunità. Ora la Corea del Sud è obbligata ad andare alle elezioni entro 60 giorni.

Park Geun-hye: la caduta della principessa della Corea

Ma la stabilità del governo sudcoreano è essenziale in un Paese che è un alleato chiave degli Stati Uniti e dei suoi vicini asiatici; e che soprattutto è un baluardo contro le provocatorie mire della Corea del Nord, ormai in rotta di collisione con l’intera comunità internazionale. Dopo la lettura della sentenza, sostenitori dell’uno e dell’altro fronte si sono scontrati poco lontano la sede della Corte Costituzionale, nonostante l’edificio fosse blindato dalle forze di polizia. E sono morte due persone, entrambi sostenitori della Park, mentre diverse altre sono rimaste ferite. Gli organizzatori della marcia pro-Park hanno riferito all’agenzia Yonhap che almeno altri 8 manifestanti hanno subito lesioni. La Capitale era in subbuglio da ore.

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Le proteste in Corea per la destituzione della presidente

Già giovedì migliaia di studenti, issando cartelli con la scritta ‘Arrestate Park Geun-hye’ o ‘Nessuna primavera senza l’impeachment di Park Geun-hye’ avevano manifestato ala Dongguk University; le manifestazioni erano andate avanti durante l’intera giornata; mobilitata anche la Confederazione Coreana dei Sindacati, Kctu, il secondo più grande ombrello sindacale che aveva organizzato raduni al lume di di candela giovedì sera. In questo contesto, era elevatissimo il livello di allerta della polizia che aveva schierato circa 20mila agenti dinanzi alla sede del tribunale e in tutte le aree adiacenti il centro, compresa la Casa Azzurra, la sede della presidenza e le altre istituzioni governative; ma evidentemente non è bastato.

Park Geun-Hye: la principessa della Corea è caduta in disgrazia

Dietro le accuse di corruzione c’è la sua amica del cuore, Choi Soon-Sil, senza alcun incarico ufficiale, la cui famiglia da decenni è vicina all’attuale capo di Stato. Il primo contatto con i Park lo siglò infatti il padre della Choi. Monaco buddista convertito al cattolicesimo, sei matrimoni alle spalle, ex agente di polizia, Choi Tae-Min, morto nel 1994 a 82 anni, aveva fondato un movimento religioso battezzato Chiesa della Vita Eterna, frutto del sincretismo tra buddismo, cristianesimo e un culto sciamanico locale. Choi Tae-Min riuscì a intrufolarsi nella vita di Park Geun-Hye nel 1974, quando lei era traumatizzata dall’assassinio della madre.

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La decisione della Corte su Park Geun-Hye

“Ogni volta che desideri ascoltare la voce di tua madre, la potrai sentire attraverso di me”, le scrisse in una lettera. “Tua madre mi è apparsa in sogno e mi ha detto ‘Diglielo'”. Nel marzo del 1975 Park Geun-Hye accettò di incontrarlo. Da quel momento cominciò l’ascesa di Park: la donna, con l’aiuto di Choi Tae-min, riuscì a scalare i vertici del “Movimento per la nuova mente”, un gruppo filo-governativo. Le voci di un legame, fatto anche di intimità fisica tra i due, forse addirittura di figli, intanto si susseguivano. “Choi ha avuto il completo controllo sul corpo e la mente di Park negli anni della sua formazione e in questo modo i suoi figli hanno accumulato un’enorme fortuna”, scriveva di recente l’ambasciatore Usa in un cablogramma a Washington, reso pubblico da Wikileaks.
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L’annuncio del parlamento coreano

Alla fine lo stretto, ambiguo legame tra i due, scatenò le ire del padre, l’allora presidente sudcoreano salito al potere nel 1962 con un golpe militare, che ordinò ai servizi segreti di allontanare Choi, forse “castrarlo” perché “non fosse più visto alla Casa Blu”, la presidenza sudcoreana. La figlia pianse e supplicò, ma non molto tempo dopo lo stesso Park fu assassinato dal capo dei servizi segreti, Kim Jae-gyu; e questi, durante il processo, sostenne di averlo fatto perché il presidente non riusciva ad arginare gli affari di Choi Tae-min e il misterioso legame con la figlia. Choi morì alla fine del 1994 e le sue vesti di mentore passarono alla figlia, Choi Soon-Sil, che sostiene di aver ereditato dal padre i poteri spirituali e l’abilità nella cartomanzia. Il marito di Choi, Jung Yoon-Hoi, diventò il braccio destro della Park, ne favorì il ritorno sulla scena politica e aprì la strada al suo successo nella corsa alla presidenza, una vittoria di un soffio. Choi è ora in carcere, perché sospettata di aver utilizzato la sua amicizia con la Park, per estorcere a diverse aziende un totale di 69 milioni di dollari, sotto forma di donazioni a due fondazioni di cui è a capo. Lo scandalo è andato via via crescendo e ha coinvolto grandi gruppi industriali sudcoreani come la Samsung.

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