Fatti

Paolo Bellini è il quinto condannato per la strage di Bologna

L’ex esponente di Avanguardia Nazionale è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise

Paolo Bellini

Quarantadue anni dopo: 85 morti e 200 feriti per quella bomba piazzata nella stazione ferroviaria di Bologna e fatta esplodere alle 10.25 di quel 2 agosto che rimarrà tra le pagine delle più grandi tragedie in Italia. Oggi, alle quattro condanne (in ordine sparso) già sentenziate nei precedenti processi, si unisce all’elenco dei colpevoli di quella strage anche Paolo Bellini. L’ex esponente di Avanguardia Nazionale, infatti, è stato condannato dalla Corte d’Assise all’ergastolo. Il suo nome, dunque, si aggiunge ai già colpevoli Valerio “Giusva” Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva) e a quello di Gilberto Cavallini (in primo grado).

Paolo Bellini è il quinto condannato per la strage di Bologna

Ergastolo, con un anno di isolamento diurno in carcere, per Paolo Bellini. Il suo nome era finito nei registri della Procura generale dopo che quest’ultima aveva avocato a sé l’inchiesta sui mandanti della strage di Bologna. L’ex esponente di Avanguardia Nazionale, dunque, è diventata la quinta persona a esser condannata. La quinta facente parte – all’epoca dei fatti, seppur molto giovane – di quei movimenti di estrema destra di ispirazione neofascista diffusi in Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta.

E non c’è solo la condanna a Paolo Bellini. Perché la Corte d’Assise, oggi, ha ha giudicato responsabili altri due personaggi che hanno gravitato attorno e all’interno – secondo le accuse – di quella strage avvenuta nella mattina del 2 agosto 1980 a Bologna. Il primo è l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel (condannato a 6 anni, oltre all’interdizione dai pubblici uffici a vita, per depistaggio); il secondo è Domenico Catracchia (condannato a 4 anni di carcere) che all’epoca dei fatti era un immobiliarista (e amministratore dei condomini in via Gradoli a Roma) reo di aver rilasciato false dichiarazioni che ostacolarono le indagini e il percorso della giustizia sulla Strage di Bologna. Altri nomi già noti che si sommano a quelle persone accusate di essere i mandanti di quella terribile pagina di cronaca, ma ormai non giudicabili perché morti.

(foto: da Tg1)