Attualità

Paola Taverna e quer pasticciaccio brutto della pubblicità Fiat sul palazzo del Vaticano

“Venduto a Marchionne uno degli scorci più belli di Roma. L’impossibile e l’assurdo è diventato possibile a Roma, dove da qualche giorno una enorme pubblicità “rosso fuoco” della Fiat campeggia ad inizio di via Conciliazione violentando tutta la visuale di piazza San Pietro da ponte Sant’Angelo e Ponte Umberto I”. Lo scrive su Facebook la senatrice Paola Taverna (M5S). “I turisti sono allibiti – prosegue la parlamentare – si recano sui ponti per fotografare uno degli angoli più belli della Città più Bella del Mondo, scuotono la testa e se ne vanno. Chi ha permesso di violentare così il paesaggio di Roma? Nei palazzi in ristrutturazione si devono realizzare teli con le sagome di monumenti storici, lasciarli bianchi o utilizzare almeno colori consoni”.


LA DENUNCIA DI PAOLA TAVERNA SULLA PUBBLICITÀ DELLA FIAT
“Ministro dove sei? Sindaco Marino dove sei? Soprintendenza delle Belle arti e paesaggio per il Comune di Roma dove sei? – si chiede la Taverna – Il MoVimento 5 Stelle presenterà una interrogazione urgente al Governo per rivedere le norme. Intanto se Marchionne ama Roma e l’Italia rimuova immediatamente questo scempio. Se non lo farà lui provveda il Ministero o il Comune con le autorità preposte”. La tesi viene ribadita con questo video:

VENDUTO A MARCHIONNE LO SCORCIO PIU’ BELLO DI ROMAAscoltate la denuncia M5S Il sindaco Marino e il Ministro Franceschini ne risponderanno ai cittadini!
Posted by MoVimento 5 Stelle Senato on Giovedì 21 maggio 2015

A questo punto interviene il sindaco Ignazio Marino, e fa sapere con un tweet che l’installazione è stata disposta dal Vaticano perché l’edificio appartiene allo Stato della Chiesa.

A questo punto però sono le due senatrici a chiedere, giustamente, conto:
palazzo vaticano
Marino però torna a ribadire un concetto che sembra essere: non chiedete a noi, non c’entriamo nulla. 


 
CHI HA RAGIONE?
L’interrogazione che il MoVimento 5 Stelle ha annunciato che presenterà al governo sarà forse il luogo più consono per spiegare al meglio la situazione. Nel frattempo, su quel palazzo – secondo la tesi del sindaco – vige il regime dell’extraterritorialità, ottenuta – per quel palazzo – a quanto pare nell’aprile 2014. Insieme è arrivata l’esenzione da imposte e tributi al comune di Roma (si tratta di territorio estero). Pur trovandosi sul suolo italiano, questi luoghi sono trattati secondo le regole del diritto internazionale, e quindi a decidere sull’uso del palazzo possono sindacare come interlocutori soltanto il governo italiano e quello del Vaticano. La denuncia ha un senso ma va indirizzata al governo italiano. Che eventualmente deve farsi sentire con la Santa Sede. Insomma, in una parola: mettetevi comodi.