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Paola Muraro sarà sentita in procura come teste?

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Dopo l’acquisizione delle intercettazioni tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi, la procura di Roma sarebbe entrata nell’ordine di idee di ascoltare l’assessora all’ambiente del comune di Roma come teste nell’ambito dell’inchiesta sugli impianti TMB e l’AMA. Scrive oggi Repubblica Roma:

La procura ha disposto l’acquisizione di nuovi atti relativi all’indagine della procura di Velletri: documenti che dimostrerebbero come anche il Tmb, l’impianto di trattamento meccanico biologico Ama di via Salaria, sarebbe “fuorilegge” già dal 2008. La procura è, inoltre, intenzionata a sentire come persona informata sui fatti l’assessore all’ambiente Paola Muraro (non indagata), che proprio per quell’impianto e per quello di Rocca Cencia ha fatto da consulente esterno per Ama con l’incarico di vigilare sul loro funzionamento.
Stando alle carte dei magistrati dei Castelli Romani, che rilette oggi potrebbero fornire nuovi elementi utili all’indagine del pm Alberto Galanti, emerge che già da allora il Tmb Ama produceva scarti di rifiuto qualitativamente non a norma, che poi venivano confluiti nel termovalorizzatore di Colleferro. In quell’inchiesta sono stati indagati alcuni funzionari Ama ma non l’assessore Paola Muraro, che proprio per quegli impianti ha lavorato come referente Ippc dal 2004, cioè responsabile del controllo della qualità dei rifiuti in ingresso e in uscita, e del processo di trattamento.

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I brogliacci delle telefonate tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi (Corriere della Sera, 6 agosto 2016)

In particolare, secondo gli inquirenti di Velletri, sarebbero stati falsificati i certificati di analisi relativi al Cdr (combustibile da rifiuto) prodotto nell’impianto sulla Salaria, e destinato al termovalorizzatore:

«Gli indagati nella predisposizione del certificato di analisi relativo al Cdr prodotto dall’impianto Ama di via Salaria 981 – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 26 persone (imprenditori, tecnici oltre a dipendenti dell’Ama) – fornivano false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti Cdr, analizzati solo mediante campionatura “puntuale” in luogo della campionatura ed analisi di caratterizzazione per cinque settimane».
Anche per questa ragione, nelle prossime settimane Muraro potrebbe essere sentita come testimone dai pm che indagano sui costi e sulle procedure seguite per lo smaltimento dei rifiuti nel tritovagliatore di Rocca Cencia, di proprietà della società Colari di Manlio Cerroni, patron di Malagrotta, e in affitto all’imprenditore Gino Porcarelli. L’assessore, che a fine luglio prospettò di riutilizzare l’impianto con un blitz in diretta streming, potrebbe essere convocata a piazzale Clodio con riferimento al ruolo di consulente ricoperto all’Ama per dodici anni e alle mail che avrebbe mandato ai dirigenti della municipalizzata segnalando criticità.

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