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Paola Muraro e la relazione dei Ros su Mafia Capitale

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Il MoVimento 5 Stelle Roma ha risposto oggi agli articoli di Messaggero, Corriere e Repubblica che raccontavano di una telefonata tra Salvatore Buzzi e l’attuale assessore all’Ambiente del Campidoglio Paola Muraro: «Mafia Capitale: decine di esponenti del Partito Democratico indagati e arrestati, nessun cenno alla Muraro. Crediamo alla magistratura, non ai giornali di partito».
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Qualche minuto dopo è arrivata la replica di Marco Miccoli, onorevole del Partito Democratico: “Il M5S di Roma afferma di credere alla magistratura e non ai giornali di partito e che in Mafia capitale non c’è ‘nessun cenno a Muraro’. Consiglio ai grillini di leggere la relazione del Reparto Investigativo del Ros dei Carabinieri datata 11 luglio 2014, allegata alla prima ordinanza di custodia cautelare di mafia capitale. Nel Capitolo IV, a pagina 774 (di 1585), c’è proprio il ‘cenno alla Muraro’ riportato oggi da numerosi mezzi d’informazione”. Cosa sta citando Miccoli?

Paola Muraro e la relazione dei Ros su Mafia Capitale

La relazione del Reparto Investigativo dei Ros dei Carabinieri non è stata pubblicata on line, ma molti degli articoli di oggi ne riportavano il succo – qui Repubblica:

È il tardo pomeriggio del 20 settembre del 2013 e il ras delle coop ha bisogno di sapere se una pratica di una sua coop è a posto. «Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa — scrivono i magistrati nell’ordinanza di 88mila pagine sugli intrecci del “Mondo di Mezzo” — la quale gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo, alle 12, sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta “B” sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito». Così tre minuti dopo, chiusa la telefonata con la Muraro invia 2 sms per rassicurare: uno al suo collaboratore Lucci, l’altro a uno dei big di Legacoop Lazio, Salvatore Forlenza.
Il “chiarimento” dato serve per poter partecipare a una gara d’appalto da 21,5 milioni, per la raccolta dei rifiuti, indetta da Ama e alla quale partecipò il consorzio bolognese Cns di cui Buzzi era consigliere. Ma lui aveva anche un interesse diretto: una volta aggiudicato l’appalto, la gestione dei servizi sarebbe andata alle sigle del suo circuito. Per conoscere i dettagli dell’aggiudicazione e informarsi sullo stato della pratica, ma soprattutto per ribattere in tempo ai chiarimenti chiesti da Ama, Buzzi chiama direttamente proprio Paola Muraro, che non si sottrae e pare fornire le informazioni richieste.

Ma anche nell’ordinanza resa pubblica all’epoca di Mafia Capitale è possibile scorgere un accenno alla questione di cui stiamo parlando, per comprenderne il contesto. A partire da pagina 732 si parla della corruzione di Fiscon, l’ex DG di AMA.
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Non è dubbia, in tale periodo, si scrive nell’ordinanza Mondo di Mezzo, la qualità di Fiscon quale DG di Ama, così come non è dubbio che tale promessa di utilità, idonea a perfezionare il reato, sia in rapporto sinallagmatico con la funzione esercitata, così come è evidenziato per un verso dal fatto che tale richiesta s’inserisce in una fitta trama di comunicazioni, prevalentemente ad oggetto illecito, che riguardano Ama, per altro verso dall’enunciato verbale di Buzzi : “ l’AMA c’est moi”. Nella successiva intercettazione parlano Fiscon e Buzzi in relazione alla turbativa della gara provvisoria relativa all’emergenza rifiuti:
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Fiscon, segnala ancora l’ordinanza, tenta di allargare l’intesa preventiva anche alle società riconducibili a Buzzi, invitandolo a presentare l’offerta, spiegandogli il modo in cui doveva farla e chiedendogli di modificare quella già presentata perché imprecisa. E qui vengono segnalate come fonte le pagine da 763 a 773 della relazione, dove compare l’intercettazione senza alcuna rilevanza penale citata dai giornali di oggi. Intanto arriva la replica di Paola Muraro: «Che rapporti avevo con Buzzi? Io nei magistrati che hanno già valutato la telefonata come non penalmente rilevante. I giornali stanno basando alcuni articoli sul nulla, per me possono anche pubblicare tutta la telefonata. Io sono serenissima, non sono mai entrata nella vicenda di Mafia Capitale, però altri si, soprattutto alcuni del PD, che lasciavano mano libera a questa persona, ci mangiavano anche insieme… Credo nel lavoro dei magistrati, che sono quelli che hanno già valutato la telefonata non penalmente rilevante, per cui io non faccio parte di questa inchiesta.  Siccome sono serenissima, non sono mai entrata nella vicenda, possono pubblicare tutta la telefonata». Anche la procura di Roma conferma che la Muraro non è coinvolta nell’indagine su Mafia Capitale.