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Paola Muraro: le consulenze sospette, lo studio Sammarco e Gloria Rojo

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Sette consulenze sospette affidate da Franco Panzironi e Giovanni Fiscon a Paola Muraro. Che ha ottenuto, oltre ad incarichi da un milione e 200 mila euro in dieci anni già contestati, altri 7 contratti da «esterna» per 500 mila euro. E il computo totale delle consulenze, proprio come si scriveva due mesi fa all’epoca dell’inizio dell’indagine, è lievitato in coincidenza con l’approdo dei due in Ama: nel 2004 la consulente Muraro porta a casa 30mila euro, quattro anni dopo arriva a 80mila e nel 2010 sfonda il tetto dei 100mila euro. L’ultimo contratto, con Daniele Fortini in sella, arriva a 115mila euro ma nel frattempo lei è diventata assessora grazie alla segnalazione di Stefano Vignaroli a Virginia Raggi.

Paola Muraro e le consulenze allegre di Panzironi e Fiscon

E non può non tornare in mente quanto la stessa Muraro scrisse nel blog di Beppe Grillo lo scorso primo agosto, quando parlò del golpe dei rifiuti a Roma quando sostenne, sbagliando persino i conti, che i suoi guadagni non erano poi così lievitati e in molte interviste disse che erano aumentati dopo il periodo di Fiscon e Panzironi:

Hanno scritto anche del milione di euro per le mie consulenze in 12 (dodici) anni (dal 2004 al 2016). Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Considerando le ore prestate per la mia attività professionale si ottiene un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Vi sembra una cifra folle? E’ folle la strumentalizzazione che ne fanno!

In realtà non era così. E soprattutto la procura è convinta che la Muraro avrebbe percepito questi soldi proprio grazie al rapporto privilegiato che aveva con Panzironi e Fiscon, che l’avevano scelta come consulente per la gestione degli impianti TMB e dei tritovagliatori. Scrive oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Il potere di Muraro all’interno di Ama è uno dei capitoli dell’inchiesta del pubblico ministero Alberto Galanti e dell’aggiunto Paolo Ielo. La legge impone infatti che i consulenti possano essere presi soltanto se la stessa attività non può essere svolta da dipendenti interni e le verifiche avrebbero dimostrato che tra i funzionari c’erano persone specializzate in grado di svolgere le stesse mansioni. Nei prossimi giorni i tre indagati dovranno chiarire la propria posizione. La Procura ha smentito di aver già fissato la data dell’interrogatorio di Muraro e non è escluso che nei prossimi giorni lei decida di presentarsi spontaneamente accompagnata dal difensore Riccardo Olivo, scelto dopo la rinuncia al mandato del suo precedente legale, Salvatore Sciullo, incompatibile visto che difende anche Fiscon. Soltanto dopo i magistrati decideranno se procedere con rito ordinario o chiudere invece il fascicolo sollecitando il processo immediato.

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Franco Panzironi, ex AD AMA

L’assessora e lo studio Sammarco

Le contestazioni riguardano, scrive La Stampa, i 50 mila euro concessi nel 2013 da Fiscon alla Muraro per la bonifica dell’area ponte Malnone, discarica di rifiuti ospedalieri allagata in seguito ad un’alluvione. Oppure i 160 mila euro, percentuale della Muraro sull’accordo tra Ama e Cerroni o quei 25 mila euro per accedere ad atti regionali. Mentre Panzironi, come emerge dalle intercettazioni di «Mafia Capitale», avrebbe favoritoa l’assessora conferendole il progetto sull’impianto di trattamento rifiuti di Trento. In una telefonata del 6 novembre 2013 registrata dai carabinieri del Ros «Panzironi riferisce che sarà l’amministratore delegato della società che gestirà l’impianto, e prospetta alla donna la possibilità di assumerla in qualità di tecnico». E soprattutto torna a fare capolino nella storia lo studio Sammarco, che avrebbe suggerito la Muraro a Panzironi. Spiega Grazia Longo sulla Stampa:

Muraro, Fiscon e Panzironi, secondo gli inquirenti, sarebbero legati da un filo conduttore che vede l’assessora non una semplice consulente, ma una «dirigente di fatto». E se dietro gli incarichi assegnati da Fiscon ci sarebbe la relazione con la Muraro, ad orientare Panzironi verso la donna sarebbe stato lo studio legale Sammarco Qui nel 2010 l’ex capo di Ama creò la società di consulenza Hrg la cui presidente era l’attuale sindaca Virginia Raggi. E in quella società lavorava una manager Ama, Gloria Rojo, che attualmente è nello staff dell’assessora all’ambiente. Tornando a Fiscon e Panzironi c’è l’ipotesi che abbiano messo in piedi un progetto per un impianto di smaltimento rifiuti da costruire a Latina su un terreno di Alessandro Falez, ex vice presidente della Fondazione De Gasperi, ma poi da vendere all’Ama. L’assessora, infine, deve rispondere anche dell’accusa di traffico illecito di rifiuti.

E Gloria Rojo? La polemica sulla società di quest’ultima che la Raggi gestiva risale al 25 aprile scorso:

Ma la coppia Panzironi-Rojo era già diventata famosa nelle cronache capitoline per la celebre «Parentopoli» dell’era di Alemanno. La Rojo infatti era una delle 41 assunte di quell’epoca: andò in Ama, come assistente dello stesso Panzironi e per quel motivo dovette uscire da Hgr e interrompere il sodalizio con la Raggi. In Ama la Rojo è poi restata e si è occupata di recupero crediti. Era una esperienza professionale maturata proprio nel periodo con la Raggi. Hdr infatti oltre a controllare una società che gestiva una pizzeria in viale Regina Margherita, a due passi dai Parioli, aveva partecipazioni di minoranza in una serie di società specializzate nel recupero crediti nel settore privato: da Sistemi a a una serie di srl regionali, le Creditrend Sicilia, Lombardia, Toscana, Campania ed Emilia Romagna. Facevano tutte un lavoro assai simile a quello di Equitalia. E proprio mentre Rojo e Raggi guidavano la Hdr, il fratello dell’ex assistente di Panzironi, Giuseppe Rojo,era ai vertici di Equitalia Giustizia.

Come è piccolo il mondo, vero?

Leggi sull’argomento: Le strane amnesie di Virginia Raggi su Mafia Capitale