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Paola Muraro appesa al filo dell'indagine

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Paola Muraro è appesa a un filo. Anche se ufficialmente dal MoVimento 5 Stelle nulla si muove, si capisce che il destino dell’assessora dipende dall’indagine della procura di Roma sulle carte di Daniele Fortini. E se davvero alla fine la responsabile dell’Ambiente dovesse finire indagata, il M5S la saluterebbe senza rimpianti. Ad oggi però anche le parole al telefono con Salvatore Buzzi non scalfiscono il fortino eretto dai grillini a difesa della Muraro.

Paola Muraro appesa al filo dell’indagine

Risalgono a tre anni fa le telefonate tra lei e Buzzi, imputato principale nel processo Mafia Capitale. All’epoca lei aveva una consulenza con Ama da 100 mila euro l’anno e lui cercava di vincere appalti con le sue aziende. Gli atti svelano la natura dei contatti tra i due e anche la «rivalità» tra lo stesso Buzzi e Daniele Fortini, fino a ieri presidente della municipalizzata, che in quel periodo guidava invece Federambiente e si preoccupava di segnalare le «ditte» da far concorrere. Mauro Favale su Repubblica dettaglia meglio la vicenda delle telefonate fra la Muraro e Buzzi:

Fu Giovanni Fiscon, l’ex direttore generale di Ama, a processo per corruzione e turbativa d’asta, a “passare” a Paola Muraro il numero di Salvatore Buzzi. L’assessora ai rifiuti della giunta Raggi finisce (politicamente) schiacciata tra due dei principali protagonisti di Mafia capitale. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta sul Mondo di mezzo che rivelano tre conversazioni tra l’allora consulente della municipalizzata dei rifiuti romana e il ras delle cooperative, socio di Massimo Carminati. Si discute di dettagli formali a proposito di un appalto da 21,5 milioni di euro a cui era interessato anche Buzzi. Niente di penalmente rilevante, filtra dalla procura romana dalla quale arriva una chiara precisazione: la Muraro non è coinvolta in alcun modo nell’inchiesta su Mafia capitale.

Mentre il Corriere svela il contenuto delle telefonate contenute nella relazione dei ROS allegata all’ordinanza su Mafia Capitale:

Il 2 settembre 2013 Muraro chiama Buzzi: «Buongiorno ho necessità di contattarla, può richiamarmi al cell… Paola Muraro per Ama». Riprova due ore dopo. Annotano i carabinieri del Ros: «Buzzi parla con Paola Muraro. Quest’ultima dice che ha avuto il suo numero da Fiscon, spiega che nella richiesta non si riesce a leggere il numero di protocollo, hanno provveduto a sistemare la cosa con la segreteria». Giorni dopo, analizzando la documentazione, spunta una lacuna nelle autorizzazioni del Cns documentata da una lettera dell’Ama: «Vogliate precisare se effettivamente la data dell’autorizzazione è quella indicata nella relazione perché, se confermata, l’autorizzazione potrebbe ad oggi essere scaduta».
Muraro richiama Buzzi. Scrive il Ros: «Buzzi parla con Muraro di Ama quest’ultima dice che la richiesta di chiarimenti è stata inviata al Cns di Bologna ed entro domani alle 12 dovranno pervenire i chiarimenti e alle ore 13 sarà aperta la busta B». La consulente si preoccupa che il re delle coop — raccomandato da Fiscon — non venga escluso.

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«Nulla di penalmente rilevante»

 
Ma la precisazione della procura, anche se ridondante (nessuno aveva ipotizzato indagini su di lei nell’inchiesta su Mafia Capitale) permette per ora di rimandare ogni decisione sul destino della Muraro. Fino a che non ci sarà un coinvolgimento ufficiale (un’iscrizione nel registro degli indagati o un avviso di garanzia) in un’inchiesta penale la posizione della responsabile all’Ambiente non si tocca. Il che non significa, scrive il Corriere, che non si discutono la sua condotta e le sue scelte né che non sia tenuta costantemente monitorata, ma c’è un precedente, quello della sindaca di Quarto, Rosa Capuozzo, «scaricata» forse un po’ frettolosamente sull’onda dell’infuriare delle polemiche scoppiate dopo l’apertura di un’inchiesta su presunte infiltrazioni camorristiche nel Comune (non approdata a risultati concreti, finora), che consiglia grande cautela.

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I brogliacci delle telefonate tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi (Corriere della Sera, 6 agosto 2016)

Intanto Ilario Lombardo sulla Stampa fa sapere che la Muraro sarebbe stata commissariata da Minenna:

Una fonte ci conferma che sarà l’assessore al Bilancio Massimo Minenna ad affiancare la collega d’ora in avanti nelle decisioni più rilevanti. Un commissariamento? Definizione che tra i 5 Stelle non viene usata, anche perché Minenna ha la delega alle partecipate. Di fatto però è stato lui a promuovere il nome di Alessandro Solidoro, commercialista che con il mondo dei rifiuti non c’entra granché, come amministratore unico di Ama. Ed è sempre lui che, assieme a Muraro, ha selezionato i quattro nuovi dirigenti prossimi a entrare in azienda. Come Solidoro lontani dagli ambienti romani, ma a differenza sua espertissimi del settore. Non è un caso quindi che ieri sia stato proprio Minenna, annunciando l’arrivo di un direttore generale, a promettere che sul caos rifiuti di Roma «la città presto sarà pulita».

Anche fuori dal Campidoglio al di là delle difese d’ufficio c’è molta tensione: scrive il Messaggero che ieri pomeriggio in gran segreto si è riunito il mini direttorio del M5S (senza la Raggi) per esaminare il caso e sfogarsi.