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Panatta contro Wimbledon: “Escludere i tennisti russi è una forma di razzismo” | VIDEO

Ospite a Propaganda Live su La7, l’ex tennista è intervenuto sulla proposta di Wimbledon di non far partecipare gli atleti della Federazione alla competizione.

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“Escludere i tennisti russi è una forma di razzismo”. Così Adriano Panatta, ospite a Propaganda Live su La7, è intervenuto sulla proposta di Wimbledon di non far partecipare gli atleti della Federazione alla competizione: “I tornei come Wimbledon sono individuali. Chi vi partecipa non rappresenta la propria nazionale con la nazionale, come le Olimpiadi, un torneo individuale sono dei ragazzi che hanno il torto di essere russi? Andiamo a colpire le persone? Loro non sono la Russia. Io credo che le persone non vadano mai colpite”.

Panatta contro Wimbledon: “Escludere i tennisti russi è una forma di razzismo” | VIDEO

Una posizione che l’ex tennista aveva già esplicitato in occasione della presentazione di “Una squadra”, la docu-serie Sky Original sulla storia della nazionale italiana di tennis che vinse la Coppa Davis nel ’76 e che negli anni successivi raggiunse la finale altre tre volte, in onda su Sky Documentaries dal 14 maggio. “E’ una vergogna che non possano giocare”. Aveva dichiarato nei giorni scorsi l’ex vincitore della Coppa Davis. “Si mettono i veti, ma poi si continuano ad avere rapporti con la Russia. Era quello che succedeva tra Italia e Cile anche nel 1976”. “È una forma di razzismo- continua Panatta- se vado a Parigi sono un italiano in Francia, non rappresento certo l’Italia”.

Concorde con lui anche il suo collega, nonché attuale opinionista Sky, Paolo Bertolucci, che ha dichiarato: “Escludere i tennisti russi e bielorussi da Wimbledon è un grosso sbaglio che penalizza venti giocatori tra uomini e donne e l’ipotesi di estendere la decisione anche agli Internazionali d’Italia è una buffonata. Non credo che ci siano i tempi per decidere di estromettere i tennisti russi e bielorussi da Roma – ha proseguito Bertolucci -. Il Cio finora ha raccomandato questa strada alle federazioni per sanzionare la Russia di Putin, ma ora più che indicare dovrebbe decidere”.