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“Si vaccini o a casa”: Panatta boccia la presenza di Djokovic agli Internazionali d’Italia

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Mentre Novak Djokovic si prepara a tornare in campo domani all’Atp 500 di tennis a Dubai – dopo il caso sportivo e mediatico che l’ha coinvolto agli Australian Open – non si placa il dibattito sulla sua partecipazione a Roma per gli Internazionali d’Italia, che si terranno dal 2 al 15 maggio al Foro Italico. E dopo le dichiarazioni della sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, (“Per giocare all’aperto non serve il Green Pass rafforzato ma per usare spogliatoi e docce sì”), arriva il ‘no’ categorico di Adriano Panatta.

“Si vaccini o a casa”: Panatta boccia la presenza di Djokovic agli Internazionali d’Italia

In un’intervista rilasciata all’AdnKronos, l’ex tennista ha infatti dichiarato che senza vaccino covid, il serbo farebbe meglio a starsene a casa. “Le mie opinioni personali su Djokovic non cambiano e lo ribadisco anche adesso. Per me o si vaccina o farebbe meglio a starsene a casa. A decidere ovviamente non sono io, ma il regolamento del torneo che deve attenersi a quelle che sono le leggi, i decreti italiani. Se la legge lo consente allora può giocare”.

E poi ha proseguito: “Credo che la legge debba essere uguale per tutti – ha continuato Panatta; – consentire la sua partecipazione -al contrario- fa sì che si crei sempre più confusione dando un messaggio sbagliato. Trovo che la sua presenza sia inaccettabile. Questo argomento, nonostante la rilevanza pubblica del giocatore, ha stufato e non mi interessa più. Gli Australian Open ad esempio, sono stati un bellissimo torneo anche senza di lui. Stessa cosa vale per gli Internazionali di Roma che otterrebbero, anche in sua assenza, un grande successo. Quindi penso non sia così fondamentale parlarne”, ha concluso.

La dichiarazione di Panatta ha suscitato (naturalmente) numerose critiche da parte di quella fetta di popolazione che ancora si schiera categoricamente contro i vaccini. Uno zoccolo duro poco numeroso ma molto agguerrito. Tra i commenti più duri ci sono quelli di alcuni utenti su Twitter, da chi accusa l’ex tennista di essere geloso di Djokovic a chi addirittura richiamando l’episodio in cui Panatta indossò in Coppa Davis, in Cile, una maglietta rossa come gesto di dissenso nei confronti della giunta militare del generale Augusto Pinochet, si augura che Djokovic indossi dei pantaloncini rossi a Roma contro le restrizioni prese per arginare i contagi. Facendo quindi il paragone tra una delle dittature più spietate del Novecento e la situazione in Italia.