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Come è possibile che la Torre del Moro abbia preso fuoco come un fiammifero?

Le immagini ricordano la Grenfell Tower di Londra, in entrambi i casi gli incendi hanno avvolto le strutture con la rapidità di un fiammifero

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Si è accesa come un fiammifero la Torre dei Moro, il grattacielo di 15 piani che ha preso fuoco a Milano ieri. Situato in via Antonini, il palazzo appartiene ad una categoria di edifici di recente edificazione. Nel day after la domanda rimane sempre la stessa: come fa un edificio così recente, a prendere fuoco alla stessa velocità di Notre Dame costruita in legno? Per avere certezza di questa risposta bisognerà che si aspetti qualche tempo ancora.

 

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Qualche spiegazione l’ha data però sulle colonne de Il Corriere della Sera il professor Angelo Lucchini, docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano, è esperto di edifici alti e complessi e di questioni legate alla sicurezza e al fuoco.

Come è possibile che la Torre del Moro abbia preso fuoco come un fiammifero

Secondo il professor Lucchini le motivazioni per cui l’incendio è divampato così rapidamente sono collegate alla natura dei materiali combustibili che compongono la facciata, che è bene specificare però non essere illegale.

Il professore ha infatti spiegato che materiali combustibili per le facciate sono “inappropriati” però “ad oggi le linee guida preparate dai Vigili del fuoco per il Ministero, fatte peraltro molto bene, hanno valore di raccomandazione. È però auspicabile che, anche alla luce di questo caso milanese, si acceleri il passaggio a un livello obbligatorio”.

 

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Negli occhi di tutti rimangono impresse le immagini della Grenfell Tower di Londra, struttura che aveva preso fuoco nella stessa identica maniera. In quell’occasione ci furono però 72 vittime, causate probabilmente dalla mancata efficienza delle uscite di sicurezza che questa volta sono state invece impeccabili.