Opinioni

La pace nel mondo? Vietare l’aborto!

«Mi dispiace, sarò ripetitiva, ma per me, finché non si riapre seriamente un discorso sull’aborto, tutti i discorsi sulla pace e sulla guerra non hanno un gran senso. Perché una violenza si chiamerebbe diritto intoccabile, progresso e liberazione, e un’altra violenza invece sarebbe una crudeltà da combattere? Chi giudica quale violenza sia buona e quale cattiva? A parte quella per legittima difesa, tutta la violenza è cattiva (non uccidere, quinto comandamento). Allora perché dovrei indignarmi per una guerra, se c’è un genocidio consumato quotidianamente nei nostri ospedali, in un’apparente pulizia e asetticità, in cui le vittime sono i più deboli tra i deboli, i più piccoli tra i piccoli, i bambini che stanno cercando di crescere sotto il cuore della loro mamma?
Come posso appassionarmi alla proliferazione dell’orso marsicano, della foca o della balena, se in tutto l’Occidente si fanno poco più di un figlio a donna, e quindi si va verso l’estinzione? Come posso dedicarmi alla raccolta differenziata se i bambini uccisi in certi ospedali vengono buttati nei rifiuti (non in tutti: il Papa in Corea ha visitato un cimitero di bambini abortiti, ma nessun giornalone l’ha considerata una notizia degna di grande risonanza)? Come posso angosciarmi per i bambini lontani e non preoccuparmi di quelli vicini (uccisi tra l’altro anche a spese mie)?»
La pace nel mondo
Non è certo il caso di scusarsi per la ripetitività. Di fronte alla prospettiva dell’estinzione e del genocidio silenzioso «consumato quotidianamente nei nostri ospedali» è certo giustificata l’insistenza. Non insistereste anche voi? Ricordatevelo la prossima volta che vi chiedono «Cosa fareste se aveste il potere? Cosa chiedereste al Genio?». «Ma è ovvio, chiederemmo di vietare l’aborto urbi et orbi, così poi possiamo vivere in pace, con figli che non volevamo e in sovraffollamento».
Chissà se quello che è successo in Spagna c’entra con la ripetizione odierna di Costanza Miriano. Guerrafondai!