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Orsini sostiene che i bambini possano vivere felici sotto la dittatura | VIDEO

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orsini alessandro cartabianca

Il direttore e fondatore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS Alessandro Orsini spiega ancor più nel dettaglio a Cartabianca la strategia che dovrebbe adottare il governo Draghi per cercare di fare “concretamente” pace con la Russia della quale ha scritto nell’ultimo editoriale per il Fatto Quotidiano. “Il governo italiano – sostiene Orsini – deve rendersi disponibile a guerra in corso al riconoscimento di Crimea e Donbass. Non vuol dire riconoscerle, ha un altro valore strategico”.

Orsini sostiene che i bambini possano vivere felici sotto la dittatura

Poi una critica al presidente ucraino: “Io non affido la situazione a Zelenksy perché quest’uomo è totalmente incapace di gestirla, dobbiamo proteggerlo da se stesso, perché politicamente è un incapace totale”. “Però il popolo riconosce Zelensky, non l’Italia, la Germania, la Francia o la Spagna”, gli fa notare Berlinguer. “È vero – replica il sociologo – ma se vogliono tirare dentro anche l’Italia in questa guerra devono accettare che possa dire la propria, anche che possa dire di essere disposta al riconoscimento dei territori indipendentisti. Io guardo da una prospettiva umanitaria, uno dei motivi per i quali vengo così poco compreso è perché i miei critici e detrattori ragionano in un’ottica politica, dicono sia più importante difendere la libertà, la democrazia, il liberalismo. Bisogna far arretrare Putin perché non possiamo permettere che in maniera arrogante si prenda ciò che vuole. Ma io non ragiono così”.

E in che modo, allora?. “Preferisco – spiega Orsini – che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in una democrazia. Per quanto io sia innamorato della società liberale e dei valori del liberalismo, la vita umana per me viene prima di democrazia e libertà. Anche perché un bambino può essere felice anche in una dittatura, perché può vivere dell’amore della famiglia”. Una posizione alla quale la conduttrice replica: “Gli ucraini però vogliono difendere la loro libertà anche a costo di morire”. “No, io sono in contatto con persone che combattono a Mariupol – conclude Orsini – e questa è una rappresentazione distorta della realtà. Noi continuiamo a pensare agli ucraini come fossero una sola persona, ma ce ne sono alcuni disposti a porre fine a questa guerra che preferiscono che la Russia si prenda il Donbass e la Crimea piuttosto che morire sotto le bombe”.