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Orio al Serio, la ricostruzione dell'incidente dell'aereo

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un’inchiesta sull’incidente all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio e inviato i suoi ispettori con il compito di esaminare le due scatole nere, la documentazione del pilota e i bollettini meteo, oltre che di interrogare i due membri dell’equipaggio. Sul luogo dell’incidente è andato anche il procuratore Walter Mapelli, che proprio giovedì si è insediato in Procura a Bergamo. Ha accompagnato il pm Letizia Ruggeri, lo stesso del delitto di Yara Gambirasio. Il Corriere pubblica oggi un’infografica che ricostruisce la dinamica dell’incidente:

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Orio al Serio, la ricostruzione dell’incidente (Corriere della Sera, 6 agosto 2016)

Mentre Repubblica ascolta le proteste sull’aereoporto:

Va direttamente al punto il sindaco di Orio, Alessandro Colletta. «Da tempo denunciamo che lo scalo si è sovradimensionato rispetto alla contestualizzazione del territorio. L’aeroporto si trova a ridosso di diversi comuni, vicino all’autostrada, al fiume Serio. In 8 anni è passato da un volume di 3 milioni di passeggeri l’anno a 10 milioni: se il problema prima poteva essere prima di tutto quello ambientale, ora diventa anche di sicurezza». Per capire meglio: Colletta è anche il coordinatore dei sindaci che gravitano attorno all’aeroporto. E attorno all’aeroporto, da anni, si addensano nubi di polemiche. Un cartello formato da comitati di cittadini di una decina di comuni è sul piede di guerra: con tanto di dossier, perizie, rilevazioni, denunciano problemi legati all’inquinamento. Ambientale ma più che altro acustico.
La pista dello scalo corre tra l’autostrada A4 (e il centro commerciale) da una parte, e le case sugli altri tre lati. Il risultato: mano a mano che in questi anni Orio è cresciuto – secondo qualcuno “a dismisura” – le proteste sono aumentate. Anche sul rischio sicurezza. Ora emerso con tutta l’evidenza possibile. Vediamo i numeri. Dieci milioni sono i passeggeri transitati nel 2015 (anno record: + 18,5% sul 2014, primato assoluto dal 2001). Davanti, solo Fiumicino e Malpensa (Linate è stato “staccato”). In otto anni lo scalo ha più che triplicato il flusso di passeggeri. La maggior parte volano low cost e le compagnie – Ryanair in primis – a Orio hanno trovato l’America. L’aeroporto ha mangiato migliaia di metri quadrati all’ambiente intorno: da 30 mila a 65mila. Ma sul territorio ha fatto piovere denari. Facendo da vero e proprio volano per l’economia bergamasca.