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L'importanza di Oleksandr Kamyshin, il presidente delle ferrovie ucraine che Putin vuole morto

@neXt quotidiano|

Oleksandr Kamyshin ferrovie ucraina treni

Gestendo la rete ferroviaria ucraina, è riuscito ad aiutare circa 2 milioni e mezzo di rifugiati scappati dalle zone più colpite del Paese verso aree più isolate o verso Polonia e Romania, oltre a garantire i rifornimenti essenziali alle truppe e la prosecuzione delle esportazioni: Oleksandr Kamyshin, il 37enne presidente della rete ferroviaria ucraina, è nel mirino della Russia alla stregua del presidente Volodymyr Zelensky, nascosto nella capitale Kyiv, che lo aveva nominato lo scorso ottobre. Kamyshin si sposta di continuo, una mappa e un telefono sempre con sé per poter ordinare lo spostamento dei convogli a seconda della situazione, nessuna guardia del corpo al seguito nonostante dal Cremlino sia partito l’ordine di catturarlo o di ucciderlo. “Dobbiamo essere più veloci di quelli che cercano di rintracciarci”, dice alla Bbc.

L’importanza di Oleksandr Kamyshin, il presidente delle ferrovie ucraine che Putin vuole morto

“Invece dei porti marittimi andiamo a ovest – spiega – perché abbiamo lanciato un programma per trasferire la produzione da est a ovest. Così possiamo spostare persone, idee, piani, forse macchinari per lanciare una nuova produzione a ovest”. È stato lui a far arrivare sani e salvi a Kyiv i primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia: “Un grande gesto, anche se ingenuo perché hanno annunciato il viaggio mentre stavano ancora in treno. Stavo mantenendo il loro segreto, ma quando ho visto che qualcosa era stato pubblicato online, mi ha sorpreso. Non lo capivo”. Il suo lavoro – come quello dei suoi collaboratori – è fondamentale per evitare la capitolazione del Paese. Dall’inizio del conflitto sono 33 i dipendenti delle ferrovie rimasti uccisi. “Questa guerra – dice Kamyshin – sarà vinta dall’Ucraina in ogni caso. Noi continueremo a riparare i binari una volta che il fuoco sarà cessato, terremo i treni in funzione il più a lungo possibile. Non c’è altra opzione per noi”.